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Storie di Firenze e di Fiorentini

Lo sposalizio della Vergine torna in San Lorenzo

Il capolavoro di Rosso Fiorentino "Lo sposalizio della Vergine" è stato collocato nuovamente nella Cappella Ginori della Basilica di San Lorenzo a Firenze. È tornata dunque nella sua storica posizione la magnifica opera esposta fino a pochi giorni fa in Palazzo Strozzi in occasione della mostra “Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della ‘maniera’”. La tavola dipinta da Rosso Fiorentino è stata posta nuovamente nella Cappella Ginori della Basilica di San Lorenzo.

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I festeggiamenti per Sant'Anna, Patrona delle Arti Fiorentine

“Honor et decus Reipublice et populi, ut magnificentia Populi florentini artium et artificum ostendatur”, Orsanmichele, il tempio delle corporazioni concludeva una sorta di rifondazione sacrale del cuore cittadino che, dopo essere passata per la costruzione del palazzo pubblico e l'inizio dei proverbiali lavori di rifacimento della cattedrale, segnava nella topografia culturale della città la fase in cui il ceto mercantile, dopo i grandi timori di una ripresa magnatizia e ghibellina, all'indomani dell'assestamento popolano compiuto con ordinamenti di Giustizia dava struttura alla speranza d'ordine sociale cui tendeva la repubblica fiorentina. Che anche all'interno della società degli artefici cittadini la pressione conflittuale determinata dalla distribuzione della ricchezza tornasse a far capolino ed infine ad esplodere, come avverrà coi Ciompi, predisponendo successive fasi di affermazioni dei ceti medi, non faceva poi molta differenza allorquando la comunità dei mercanti che ormai deteneva la ragione della amministrazione politica cittadina doveva predisporre i segni della sua identità e mostrare attraverso di essi come fosse in grado di contribuire all'onore, al decoro ed al pacifico stato di Firenze.

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Sant'Anna e la cacciata del Duca d'Atene da Firenze

“S’ordinò per lo Comune, che la festa di Sant’Anna si guardasse come Pasqua sempre in Firenze”

Questo è quello che scrive Giovanni Villani  nel suo "Cronica" riguardo  la liberazione di Firenze dal despotico Gualtieri di Brienne, Duca D’Atene. La storia ci racconta che nel 1343 venne deciso di affidare il governo della città a uno straniero, un nobile francese, Gualtieri di Brienne, duca - nominale - d’Atene e luogotenente di Carlo di Valois. Il governo di Gualtieri si contraddistinse presto per il suo dispotismo e spinse i fiorentini, solo dieci mesi dopo la sua nomina, a congiurare per liberarsi di lui.

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Pronti per la Panzanella!

“Un’insalata di cipolla trita
Colla porcella netta e citriuolohi
Vince ogni altro piacer di questa vita…
Considerate un po’ s’aggiungessi
Bassilico e ruchetta”

Agnolo Bronzino

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L'eternità dei Fiorentini

Fiorentini siamo e fiorentini si è sempre, in ogni attimo in ogni momento e in ogni luogo in cui ci troviamo. Firenze è con noi sempre nel nostro cuore e portarsela dietro ci da la spinta per vivere. Quando poi la ritrovi negli angoli più remoti e impensati del pianeta, ti rendi conto della sua grandezza e della sua magnificenza. Passo Rolle, quota 2000 metri sul livello del mare, anno 1914, la neve cade sul passo pochissime le persone, giusto qualche montanaro e qualche mucca al pascolo, con l'eco della Grande Guerra sempre più vicino.

 

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Centenario di Gino Bartali, molti eventi dedicati all'eroe fiorentino dello sport

In occasione del centenario della nascita di Gino Bartali, venerdì, al Museo del ciclismo dedicato al campione, a Firenze, verranno proiettati dei filmati inediti: è una delle iniziative dell'associazione Amici del Museo Gino Bartali. Previste anche visite guidate gratuite al Museo, dove sono conservati cicli, trofei e altri cimeli legati a Bartali. La giornata si chiuderà con una cena sulla terrazza del Museo, a cui parteciperanno personalità dello sport e i figli di Gino, Biancamaria e Luigi.

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I Fiorentini nel Mondo plaudono alla nomina di Maniago come vescovo di Castellaneta

I Fiorentini nel Mondo esprimono le più sentite felicitazioni al S.E. Mons. Claudio Maniago per la nomina a Vescovo di Castellaneta ricevuta da Papa Francesco. Il Presidente dei Fiorentini nel Mondo Andrea Claudio Galluzzo rivolge i “più affettuosi auguri e congratulazioni per questo rilevantissimo incarico ad un fiorentino illustre. Tale nomina per una persona che tanto ha a cuore Firenze inorgoglisce tutti i Fiorentini sparsi per il mondo”. Claudio Maniago è nato a Firenze 1'8 febbraio 1959. Dopo l'esame di maturità classica, è entrato nel Seminario maggiore di Firenze, frequentando lo Studio Teologico Fiorentino. Trasferitosi a Roma è stato alunno dell'Almo Collegio Capranica e ha conseguito la Licenza in Sacra Liturgia presso la Pontificia Università Sant'Anselmo.

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Il Giglio e la Rosa

Una gara amichevole disputata tra due squadre di calcio che legano la loro storia direttamente ai fiori rende onore alla bellezza dell'emblema di Firenze. Sia per il nome che portano che per la città che rappresentano, le loro origini restano indissolubilmente legate ai fiori. La Fiorita di San Marino trae il suo nome dalla rosa fiorita all'interno del suo stemma, la Fiorentina ha come simbolo il Giglio, che è lo stemma della città di Firenze, e guarda caso, la Fiorita e' anche un'importante commemorazione storica fiorentina che ricorre il 23 Maggio di ogni anno e nella quale si ricorda il rogo di Fra Girolamo Savonarola e due altri frati domenicani.

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L'incanto della Badia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo

Il viaggiatore che percorre le strade della cosiddetta "zona industriale" di Scandicci è sicuramente ignaro dei secoli di storia che lo circondano. La "Piana di Settimo", ovvero il territorio alla sinistra dell'Arno, fra il fiume e il tracciato dell'antica via Pisana, ha una propria evoluzione intimamente connessa, pur senza mai perdere le proprie caratteristiche né, almeno in certi periodi, una relativa autonomia, a quella di Firenze. Sicuramente la presenza di massima importanza storica, culturale, politica ed economica dell'area fu per secoli costituita dall'abbazia di Settimo le cui memorie rispecchiano vari secoli di storia fiorentina, nel cui ambito essa e i suoi monaci giocarono a lungo un ruolo fondamentale. Nella seconda metà del X secolo la Badia esisteva già tra i domini di quei potenti signori di origine longobarda che da Cadolo presero il nome di Cadolingi, e che estendevano la propria autorità su gran parte del territorio sulla riva sinistra dell'Arno, dalla pianura di Settimo fino alla Lastra, Fucecchio ed addirittura la piana lucchese.

 

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L'amore di Pablo Neruda per Firenze

A centodieci anni dalla nascita di Pablo Neruda i Fiorentini nel Mondo desiderano ricordare il grande poeta cileno nel suo amore per la nostra città dimostrato durante la sua permanenza a Firenze.  Neruda fece tappa a Firenze il 9 gennio 1951 e dopo aver incontrato in Palazzo Vecchio il sindaco Mario Fabiani, fu ispirato a scrivere due poesie che sono andate quasi dimenticate e solo nel 1988 date alle stampe.

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