Il 18 febbraio del 1564 Michelangelo muore a Roma all'età di 89 anni. Noi lo vogliamo ricordare raccontando dell'opera che tutto il mondo conosce e che rappresenta la forza, la perseveranza e la determinazione del popolo fiorentino.
Il 18 agosto 1464 Andrea della Stufa e Jacopo Ugolini avevano commissionato a Agostino di Duccio un colosso di marmo da collocare su un contrafforte del Duomo di Santa Maria Del Fiore in corso di costruzione.
Dall'antichità statue colossali non se ne erano più fatte i committenti avevano stabilito che la scultura sarebbe stata prodotta in quattro diversi blocchi
"un pezzo per il chapo ella ghola, 2 pezzi le braccia e resto in pezzi uno".
Il primo giorno di Quaresima è detto Le Ceneri, perché in questo giorno era diffusa l'usanza di recarsi in chiesa dove i sacerdoti segnano la fronte dei fedeli con della cenere di olivo e di palma con la frase: "Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai". A Firenze, il giovedì di metà Quaresima, c'era l'usanza da parte dei ragazzi di attaccare alle spalle dei passanti con uno spillo delle scale di carta.
Che bel risveglio stamani! Come ormai mi capita da secoli, ma oggi ancor di più. Non ci sono più quei brutti ceffi sulle mie alture, non sento più quei rombi cupi che tanto male mi fanno. Oggi è vero son cambiati i tempi, le mie mura non ci sono più e le guerre si combattono diversamente. Io però ricordo bene quei giorni, di fame e sofferenza per tutti, eppure la forza e il coraggio non sono mai mancati e si sono trasmessi fino ad oggi. Ricordo in particolare quel giorno in cui si decise nonostante tutto di giocare al calcio in livrea. Ah che bello, fu proprio oggi, un giorno di 485 anni fa.
Per il 150° anniversario di Firenze Capitale d'Italia, sono tantissimi gli appuntamenti speciali che animeranno i luoghi d'arte del Polo Museale Fiorentino. A Palazzo Pitti si terrà una mostra sulle opere donate da VIttorio Emanuele II e un percorso per non vedenti, mentre il Bargello ospiterà l'esposizione sui viaggi nel Medioevo. Al Bargello il 20 marzo sarà inaugurata la mostra “Il Medioevo in viaggio”, che vuole raccontare il modo in cui ci spostava all'epoca.
La Schiacciata alla fiorentina è un dolce tipico di carnevale, che solitamente si preparava nella giornata del giovedì grasso. Oggi la si può trovare durante tutto l’anno e spesso è farcita con crema pasticcera o panna montata. La ricetta che proponiamo prevede il lievito di birra, che però può essere sostituito con del lievito per dolci in bustina, in questo modo potrete ottimizzare i tempi di preparazione del dolce perché non è necessario mettere a lievitare l’impasto per due ore.
Nell'Abbazia di San Miniato al Monte, Sabato 24 gennaio 2015, alle ore 16.00 si terrà il seminario la crisi dell'Umanesimo nell'Occidente. Interverranno Adriano Fabris, Maurizio Cotta e padre Bernardo Gianni. Il Seminario è a cura di Marcello Masotti, presidente di «Scienza & Vita» di Firenze. L’oscuramento di Dio, l’antropologia e la dittatura della tecnica, la crisi della democrazia. Riflessioni in vista del Convegno Nazionale della Chiesa Italiana: in Gesù Cristo il nuovo umanesimo.
Martedì 27 gennaio, alle ore 17.00, nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze dedicato alla Firenze medievale. Dopo le analogie tra il Pantheon e il bel San Giovanni illustrate dal Prof. Guido Tigler, Nicoletta Matteuzzi parlerà delle decorazioni marmoree del monumento simbolo della città nell'intervento "Le tarsie marmoree del Battistero fiorentino". Dopo lo smantellamento del fonte battesimale del Battistero di Firenze operato da Bernardo Buontalenti nel 1577, solo alcuni dei suoi "santi marmi e sacri calcinacci" furono salvati.
Sulle facciate di antichi palazzi fiorentini fanno bella mostra di sé delle piccole finestrelle centinate, poste ad altezza di “braccio” e generalmente - se non sono murate - ancora dotate della loro porticina di legno originale. Queste curiose finestrelle, chiamate “buche da vino” erano dei veri e propri punti vendita! Esse rappresentano un unicum della città di Firenze. Furono progettate ed imposte direttamente dalla Signoria nel XVII secolo alle nobili famiglie fiorentine: queste possedevano grandi apprezzamenti terrieri nel contado coltivati a vigna e olivo.
Come è ben noto, la visione in bianco e nero che abbiamo della scultura e dell'architettura classica è frutto di un equivoco consolidatosi nel corso del XVIII secolo. Gli edifici marmorei del mondo greco e romano, al pari dei fregi e delle statue che li popolavano, vantavano infatti un'accesa policromia che costituiva il necessario completamento dell'opera. Ben nota alle fonti antiche fu, ad esempio, la collaborazione fra l'ateniese Prassitele, senz'altro la personalità più rilevante della scultura del IV secolo a.C., e il pittore Nicia, fra i più celebrati della sua generazione, alle cui abili mani era affidata la coloritura degli incarnati e degli attributi dei marmi concepiti dal genio attico. Se le tracce dell'originaria policromia sopravvivono spesso in buono stato di conservazione nelle opere rinvenute direttamente nel terreno, assai più difficile è invece la loro sopravvivenza su quelle sculture che abbiano conosciuto secoli di storie e vicende collezionistiche, come è il caso delle statue della Galleria degli Uffizi.
Oggi è stata inaugurata la pedonalizzazione di Piazza del Carmine. Prima del provvedimento odierno la piazza era adibita a parcheggio per automobili, ben 150 posti auto sono spariti, ma al loro posto è ricomparsa una magnifica area di aggregazione. La storia si ripete: nel 1317 i Monaci carmelitani ottennero dal Comune l’autorizzazione a riqualificare l’area antistante la chiesa realizzando la bella piazza del Carmine che dette lustro all’intero quartiere e divenne uno spazio fruibile e fruito non solo dalla comunità carmelitana ma anche dall’intera popolazione della zona. A distanza di sette secoli è stato necessario un nuovo intervento del Comune che con il suo piano di riammodernamento dell’Oltrarno ha preso questa scelta coraggiosa di restituire la piazza ai propri cittadini.
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