Leggere “Piazza della Santissima Annunziata“ di Luciano e Ricciardo Artusi significa conoscere non le solite cose lette e rilette, sapute e risapute, ma piccole curiosità veramente fresche ed appassionanti, che toccano l'intimo singolare o familiare della storia fiorentina. Questo volume, edito da Giorgi Libri, è una piccola enciclopedia che punta ad accrescere la conoscenza della città di Firenze di quanti desiderano saperne di più su questa amata piazza. L'opera è una piccola guida che, attraverso una serie di curiosità ed aneddoti desidera introdurre tutti alla conoscenza più profonda della cultura, delle tradizioni e della storia di una città, Firenze, che è stata ed è ancora oggi una delle mete più ambite per i viaggiatori di tutto il mondo stuzzicando la curiosità dei lettori e risvegliando, in particolare, quella dei fiorentini, con uno sguardo al passato ed uno al presente, perchè Firenze, si sa, è ricca di storie da raccontare.
Il Calcio Storico Fiorentino è una grande manifestazione che si svolge a Firenze nel mese di giugno. Anche per il 2014 è stata programmata un'edizione del Torneo denominato di San Giovanni e che prevede due eliminatorie e una finale. Si sfidano i quattro quartieri storici di Firenze ai quali è abbinato un colore: Bianchi di Santo Spirito, Rossi di Santa Maria Novella, Azzurri di Santa Croce, Verdi di San Giovanni. Le partite hanno una durata di cinquanta minuti e si disputano su di un campo lungo il doppio della larghezza, ricoperto di rena; una linea bianca divide il campo in due quadrati identici e sull’intero lato di fondo viene montata una rete nella quale deve essere messa la palla. Ogni squadra è composta da ventisette calcianti e non sono previste sostituzioni.
Il Teatro Cinema Odeon, in piazza Strozzi, è il più vecchio cinema fiorentino in attività. Infatti, fu inaugurato il 14 dicembre 1922 con il nome di “Teatro Savoia”. Nel 1890 alcuni privati acquistarono dal Comune il palazzo detto “dello Strozzino” (realizzato nel 1457 per volere di Palla Strozzi su disegno del Brunelleschi) che qui sorgeva, per realizzare un albergo. Poi, all’inizio del Novecento, la proprietà cambiò idea e destinazione d’uso: locale adibito ad ospitare spettacoli; e così fu chiesto l’intervento per la progettazione ad Adolfo Coppedé.
Il Ritratto di Baccio Valori di Sebastiano del Piombo è stato oggetto di restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure, e l’opera viene ora restituita alla Galleria Palatina. L’intervento di restauro e i risultati degli studi compiuti sull’opera sono presentati in una interessante mostra che si si chiuderà il 13 Luglio prossimo e nel volume della collana Problemi di Conservazione e Restauro edita da Edifir-Edizioni Firenze.
La Basilica domenicana di Santa Maria Novella non è tra i luoghi d'arte più visitati a Firenze. Incomprensibilmente manca la consapevolezza che essa è, per ragioni artistiche e religiose, una vera arca di tesori. Raccomandiamo vivamente di visitarla. Architettonicamente è una delle chiese più importanti in stile gotico in Toscana. L'esterno è opera del frate dell'Ordine di San Domenico Jacopo Talenti e del geniale Leon Battista Alberti. L'interno racchiude capolavori straordinari, tra cui la Trinità di Masaccio, gli affreschi del Ghirlandaio nella Cappella Tornabuoni e il Crocifisso di Giotto. Il convento fu costruito tra il 1279 e il 1357 dai frati Domenicani vicino ad un'atica chiesa del VII secolo circondata dai terreni coltivati fuori le mura di Firenze.
Giovedì 12 Giugno 2014, in occasione della Messa delle ore 18.00, i Calcianti e di Dirigenti dei Rossi di Santa Maria Novella e gli esponenti del Quartiere riceveranno la benedizione nella loro Basilica rinnovando le loro promesse di impegno. Al termine della cerimonia padre Eugenio Zabatta OP, che il 9 Maggio scorso ha raccolto il Giuramento di Fedeltà, impartirà la benedizione delle Bandiere del Quartiere e dei Gonfaloni di Santa Maria Novella e della Parte Rossa.
L'associazione Fiorentini nel Mondo è molto orgogliosa di comunicare che, in occasione del Torneo di San Giovanni Battista dell'anno 2014 che si disputerà nella storica arena di Piazza Santa Croce il 14, il 15 ed il 24 Giugno prossimi, saranno donate al Calcio Storico Fiorentino le maglie ufficiali del torneo.
La Firenze medievale crebbe con l’arrivo dei mercanti, degli artigiani e dei contadini che vi si trasferirono stabilmente. Le mura cittadine furono gradualmente ampliate, nel centro cittadino si realizzò una grande piazza per il mercato, ove anticamente c'era il foro romano, e si edificarono nuovi edifici pubblici, quali palazzi, municipi e le sedi delle corporazioni. La vecchia cattedrale romanica di Santa Reparata, ormai troppo piccola per accogliere un gran numero di fedeli, fu sostituita da un nuovo edificio nello stile che, a partire dal XII secolo, si impose in tutta Europa: quello gotico.
I primi dodici domenicani giunsero a Firenze da Bologna nel 1219. Li guidava fra Giovanni da Salerno a cui san Domenico aveva assegnato questo compito, visto che la città era infestata dall’eresia catara. Sul principio i frati presero ospitalità presso l’ospedale di San Gallo, ma ebbero ben presto la loro abitazione in una casa a Pian di Ripoli, officiando nell’oratorio di San Jacopo. L’abitazione era però troppo lontana dal centro cittadino rendendo difficile il compito dell’apostolato, per cui in novembre si trasferirono a San Paolo e a San Pancrazio. Qui rimasero fino al 1221 anno in cui, essendosi recato il beato Giovani da Salerno al Capitolo generale tenutosi a Bologna, questi espose a san Domenico le precarie condizioni della loro presenza a Firenze. Nella prima metà di giugno di quell’anno san Domenico si recò a Venezia e conferì della questione del convento di Firenze con il card. Legato Ugolino d’Ostia. Questi, in data 14 giugno 1221, da Venezia datò una lettera con la quale ordinava, in forza della sua autorità, che a fra Giovanni da Salerno e ai suoi compagni fosse ceduta la chiesa di San Pier Scheraggio.
Il Crocifisso di Giotto in Santa Maria Novella è una delle croci sagomate realizzato con tempera e oro su tavola tra il 1290 ed il 1295 ed è conservato nella navata centrale della principale Basilica Domenicana di Firenze. Si tratta di una delle prime opere note nel catalogo dell'artista, allora circa ventenne. La fonte più antica che ricorda la croce di Giotto nel tempio domenicano fiorentino è il testamento di un certo Ricuccio di Puccio del Mugnaio, datato 15 giugno 1312, in cui veniva destinata una certa somma per tenere accesa una lampada davanti al crocifisso. Un'altra fonte antica che ricorda la presenza dell'opera giottesca sono i Commentari di Lorenzo Ghiberti della metà del XV secolo, seguito poi da Vasari che parlò di una collaborazione con Puccio Capanna.
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