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Unity in diversity a Firenze

Unity in diversity a Firenze

unity in diversity firenze smallA Firenze arrivano cento sindaci dal mondo per parlare di cultura come veicolo di pace. Presenti anche premi Nobel tra i quali il Quartetto di Tunisi, l’attore Tim Robbins ed il presidente italiano dell’Unesco Giovanni Puglisi. Ottanta città da 60 Paesi del mondo, soprattutto da zone di guerra, da Herat in Afghanistan a Nazareth, da Kobane in Siria a Baghdad, da Tunisi a Mogadiscio a Juba, da municipalità della Palestina a quelle degli stati balcanici, saranno dal 5 all’8 novembre a Firenze per confrontarsi sui temi della pace, della cultura, della fratellanza tra popoli e del dialogo internazionale.

L’evento, dal titolo Unity in diversity, è stato voluto dal sindaco di Firenze Dario Nardella a 60 anni dalla conferenza organizzata nel 1955 dall’allora sindaco di Firenze Giorgio La Pira, primo esempio di “Glocal forum” al mondo. Se all’epoca c’erano i blocchi contrapposti e la Guerra Fredda, oggi le nuove emergenze si chiamano migrazioni, estremismo religioso, crisi economiche, nuovi populismi e derive xenofobe. Il forum sarà incentrato sul ruolo che possono assumere gli amministrazioni locali nella promozione del dialogo e della comprensione tra culture, religioni ed etnie diverse. In un periodo come quello attuale, caratterizzato da grandi migrazioni transazionali e da forti tensioni in molteplici aree, i comuni si trovano in prima linea nella gestione delle emergenze derivanti dai conflitti. Ad affrontare questi complessi temi e a delineare una ‘diplomazia delle città’ per definire una comune strategia per la pace si riuniranno non solo i sindaci ma anche premi nobel (tra cui il Quartetto di Tunisi, Shirin Ebadi, Tawakkol Karman, Wole Soyinka), e tanti protagonisti del mondo del giornalismo, della cultura, della finanza, della scienza. Tra i presenti all’evento anche l’attore Tim Robbins, che parlerà del suo progetto di teatro in carcere, il curatore d’arte e drammaturgo nigeriano Awam Amkpa, Peter Madonia, direttore generale della Fondazione Rockefeller, il sottosegretario agli esteri Mario Giro, Laurens Jolles (referente dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati per il Sud Europa), e Frank La Rue, direttore del Robert Kennedy for justice and Human Rights Europe. Sarà presente anche Giovanni Puglisi, presidente per l’Italia dell’Unesco, che sarà il curatore insieme a Nardella di una ‘Carta di Firenze’ a difesa dell’arte. Tra i giornalisti presenti anche Lucia Annunziata e Serge Michel (Le Monde).

“Di fronte alle sfide del nostro tempo – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – anche le città e le amministrazioni locali possono e devono fare la loro parte. In questo la figura e lo spirito lungimirante di Giorgio La Pira sono quanto mai attuali: a 60 anni dallo storico incontro organizzato da lui a Palazzo Vecchio vediamo come tante emergenze siano ancora da gestire e non siano state ancora trovate soluzioni efficaci”. “Per questo – ha aggiunto – il ruolo dei sindaci può dare nuovo slancio al cammino necessario verso una pacificazione tra i popoli. Tra pochi giorni avremo con noi importanti primi cittadini: arrivano da vicino, dall’Europa, ma in tanti sono in trincea ogni giorno nel sud del mondo, nell’area balcanica, nel Medio Oriente, e vivono in prima persona i mali che affliggono i nostri tempi”.

“Il forum – ha affermato l’assessore alle relazioni internazionali Nicoletta Mantovani - sarà l’occasione per amministratori locali provenienti da varie aree del mondo, ed in particolare da quelle che hanno vissuto, stanno vivendo o potrebbero vivere a breve forti situazioni di conflitto, arrivando fino allo scontro militare, per condividere le proprie esperienze, opinioni, fare proposte e confrontare le proprie migliori pratiche a livello locale per la gestione delle tensioni. Il motivo conduttore del convegno poggia sulla tesi che la cultura debba divenire il principale veicolo di comunicazione per la promozione del dialogo e per la diffusione di una cultura di pace tra soggetti in contrasto tra loro, che possono però trovare in questo ambito un’unità di intenti pur conservando ciascuno le proprie specifiche diversità”.

Seguendo questa linea il forum è stato organizzato in sessioni tematiche volte a fornire una panoramica sulle diverse criticità e sulle possibili ipotesi di risoluzione dei conflitti percorribili. Particolare attenzione verrà rivolta alle politiche che sono già state messe in pratica in specifiche realtà che abbiano prodotto dei risultati concreti affinché possano essere trovate delle modalità operative all’interno delle migliori pratiche da applicarsi eventualmente in altre situazioni di conflitto. La Conferenza inoltre darà ai sindaci partecipanti la possibilità di avere un momento di incontro e dialogo tra soggetti provenienti, in alcuni casi, da contesti geograficamente e culturalmente molto distanti tra loro se non addirittura in conflitto, facendo di Firenze, e della sua vocazione di città della pace, ancora una volta la sede internazionale di un dialogo tra le diversità nel tentativo di cercare una soluzione dei conflitti condivisibile da parte di tutti i soggetti coinvolti.

I sindaci saranno invitati a condividere le proprie testimonianze, sia positive che negative, sul tema della tolleranza, dell’integrazione e del superamento dei conflitti e verranno stimolati ed inspirati dagli interventi di alcuni vincitori del premio Nobel per la Pace che parteciperanno attivamente alle sessioni. Durante il convegno verranno anche illustrati alcuni progetti di cooperazione internazionale per la promozione e la salvaguardia del patrimonio storico-culturale intrapresi dalle amministrazioni comunali che, nel caso del Comune di Firenze, riguardano in particolare le iniziative nelle città di Erbil ed Herat in Iraq nelle quali sono in corso dei progetti di cooperazione internazionale volti alla protezione e valorizzazione del patrimonio artistico aventi come capo fila proprio la nostra amministrazione.

Tra gli eventi collaterali di Unity in diversity il premio Galileo Galilei (al teatro della Pergola il 6 novembre); il bando promosso dall’Istituto Sangalli per una ricerca relativa a “Città e religioni. Passato e presente per una convivenza pacifica”; e la mostra ‘Il mondo, l’uomo, il mare’ nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, curata da Sergio Risaliti in collaborazione con la Fondazione Boetti. Altro evento la campagna “United in Diversity”: dai manifesti in città alle proiezioni nella Sala d’Arme: 10 tra i più acclamati fotografi contemporanei vincitori del World Press Photo Award regalano ad Unity in Diversity le loro immagini più belle per raccontare la loro visione di unità nella diversità - Chriss Aghana Nwobu, Paolo Woods/RIVERBOOM, Rocco Rorandelli, Michele Borzoni, Pietro Paolini, Simone Donati - TERRAPROJECT, Chriss Aghana Nwobu and Gabriele Micalizzi, Arianna Arcara, Alessandro Sala, Luca Santese, Alessio Romenzi - CESURA, che mostreranno una speciale anteprima dei loro attuali lavori in giro per il mondo.

Unity in diversity è realizzato con il contributo di Camera di commercio di Firenze e le sponsorizzazioni di Corporacion America Italia S.pA., Banca Monte Paschi di Siena S.p.A, Gerist Srl, Enic Meetings & Events Srl, Eventi Srl, Interpreti di conferenza di Nogara Nordio e Soci s.s. “É giusto che i bambini in ogni angolo del mondo abbiano la speranza di un futuro di pace, serenità e benessere. Tocca a noi adulti costruire questo momento, nel presente - ha detto il vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze Claudio Bianchi -. La storia ci insegna che i processi di pace non sbocciano dall’oggi al domani, ma si formano soltanto col tempo, con la comprensione e il dialogo. Ecco perché sono onorato di partecipare alla presentazione di Unity for Diversity che metterà allo stesso tavolo gli amministratori di 70 zone di guerra nel mondo insieme a premi Nobel ed esperti di politica internazionale. Ecco perché Camera di Commercio di Firenze ha deciso di contribuire, anche economicamente, a questa davvero lodevole iniziativa del Comune di Firenze, nella consapevolezza che possa contribuire a mettere un nuovo tassello nei processi di pace nel mondo”.

 

 

Autore

Marisa Cancilleri

 

 

 

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