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Bartali, simbolo dei Fiorentini nel Mondo
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Bartali, simbolo dei Fiorentini nel Mondo

bartali simbolo dei fiorentini nel mondo smallIl giornalista Antonio Mannori, grande esperto di ciclismo, a fare da moderatore, una serie di interventi che hanno permesso di far rivivere per un paio d’ore una parte importante della storia del nostro paese. Non solo quella sportiva. Questi gli “ingredienti” di una serata davvero riuscita, quella andata in scena presso la sala convegni della Banca di Credito Cooperativo di Signa nel corso della quale è stato presentato il libro scritto da Oliviero Beha, “Un cuore in fuga”, che descrive la figura sportiva e umana di Gino Bartali. Un appuntamento voluto appositamente in occasione del centenario della SS Signa 1914 visto che l’anno di nascita della società gialloblu è lo stesso di Bartali. E che non a caso ha permesso di lanciare la serata conclusiva dei festeggiamenti, quella di mercoledì 3 dicembre, quando a villa Castelletti si svolgerà la “Cena del Centenario”.

 

Insomma, tanti motivi di soddisfazione per Beppe Bonardi, coordinatore del comitato del centenario, e i suoi collaboratori, in una stagione fra l’altro che vede i “canarini” protagonisti assoluti del campionato di Promozione. “Gino Bartali – ha detto Paolo Bambagioni, consigliere regionale PD, fra i promotori dell’evento – è stato uno sportivo straordinario che si è sempre distinto per la sua lealtà. Ma anche un esempio di vita vissuta all’interno della comunità in cui viveva e operava. Ed è proprio di questi giorni la notizia, confermata dal sindaco Cristianini, che a Signa una pista ciclabile porterà il suo nome”. “Non sono state tante – ha detto Beppe Bonardi – le persone che sono riuscite a fare quello che ha fatto Bartali dal punto di vista sportivo e umano.

 

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Magari ottenendo anche meno di quello che realmente meritava”. Concetti, questi, ribaditi anche da Andrea Claudio Galluzzo, presidente dell’associazione “Fiorentini nel mondo”, che insieme a BCC Signa, Comune di Signa, Regione Toscana e SS Signa 1914 ha organizzato la serata: “Bartali è a tutti gli effetti il simbolo di Firenze e dei fiorentini nel mondo”. A Giovanni Pallanti, ex vice-sindaco di Firenze ma soprattutto grande conoscitore della storia della città, è toccato il compito di dare qualche “pennellata di colore”, mettendo in risalto tanti aspetti di quelli che sono stati anni difficili, non solo per Firenze: “Quella descritta molto bene nel libro da Oliviero Beha è un’altra Italia, che oggi non c’è più. E Bartali, capace di vincere un Tour de France a dieci anni di distanza dal precedente successo, nel 1938 e nel 1948, la rappresenta appieno. Ma è importante mettere in risalto quello che ha fatto dal punto di vista umano in quel decennio, sempre in punta di piedi, proprio perchè, come diceva, “il bene si fa ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca…”.

 

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Pallanti, Bambagioni, Bartali, Beha, Bonardi, Galluzzo e Mannori

 

“Se mio padre ha raggiunto determinati traguardi – ha detto il figlio Andrea – è stato grazie alla sua forza di volontà e alla sua passione. Una passione nata da bambino quando, per frequentare la classe sesta della scuola elementare, fu costretto a spostarsi tutti i giorni da Ponte a Ema a Firenze, ovviamente in bicicletta, che lui aveva soprannominato “il mio adorato cancello”…”. Infine Oliviero Beha, giornalista e scrittore, che quando è a Firenze, torna “sempre a casa”: “Gino Bartali è stato uno dei grandi del Novecento, per quello che ha fatto durante la seconda guerra mondiale ma anche perché è stato un grande campione dotato di una straordinaria riservatezza”.

 

bartali simbolo dei fiorentini nel mondoGino Bartali Campione d'Italia

 

 

 

 

Autore

 

Pierfrancesco Nesti

 

 

 

 

 

 

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