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Proteggiamo Firenze
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Proteggiamo Firenze

Turista americano danneggia scultura all'Opera del Duomo. L'urto, poi la tentata fuga del 55enne del Missouri, infine le scuse. Danni a un dito dell'opera, denunciato dalla municipale. L'ira del direttore: non toccare è regola base. Al Museo dell’Opera del Duomo, i turisti si mettono in posa accanto alla Vergine e all'Angelo Annunciatore per una veloce foto di rito, prima di passare alle opere successive e ai relativi, immancabili, scatti. Non sembrano neanche notare che alla mano dell’angelo manca un dito.


La statua di marmo dello scultore trecentesco Giovanni d’Ambrogio è stata danneggiata poco prima da un visitatore americano. L’uomo, un signore di 55 anni del Missouri in visita a Firenze con la famiglia, ieri mattina ha toccato la mano destra della statua come per prendere le misure della mano o addirittura «dargli il cinque», raccontano gli addetti al museo, fratturandone il mignolo. Il ragazzo di guardia nella stanza, incredulo, appena intuito quello che stava facendo lo statunitense, ha cercato di fermarlo, ma ormai il dito si era rotto (è stato poi rimosso dai restauratori prima che potesse cadere a terra).

Il turista «give me five» ha cercato prima di far finta di niente, confondendosi tra la folla e dirigendosi dritto verso l’uscita, poi, rincorso e fermato dall’addetto dell’Opa, ha ammesso il danno e si è scusato, dispiaciuto e mortificato. «In un mondo globalizzato come il nostro sembra che si sia dimenticata una delle regole fondamentali per visitare i musei, e cioè che non si toccano le opere» tuona il direttore del Museo dell’Opera Timothy Verdon. Ma intorno ai capolavori conservati nel museo, in stanze strette, non ci sono né recinzioni né allarmi, ed è facile avvicinarcisi. L'uomo è stato poi denunciato dalla polizia municipale.

 

 

 

Autore

Ivana Zuliani 

 

 

 

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