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Buon compleanno Leonardo
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Buon compleanno Leonardo

“Parmi non piccola grazia quella di quel pittore, il quale fa buone arie alle sue figure. La qual grazia chi non l’ha per natura la può pigliare per accidentale studio in questa forma. Guarda a torre le parti buone di molti visi belli, le quali belle parti sieno conformi più per pubblica fama che per tuo giudizio”  Leonardo Da Vinci. Oggi ricorre la nascita di Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519), che fu pittore, ingegnere, scienziato,  progettista e inventore. I suoi studi, toccando i campi  più disparati, spaziano dall’ architettura alla scultura, dal disegno alla ritrattistica, dalla scenografia all’anatomia fino alla musica, attività alle quali si dedica con passione, curiosità e sperimentazioni pratiche, soprattutto nel campo delle scienze naturali e della medicina.


Determinante il suo apprendistato a Firenze, quando a 17 anni fa  il suo ingresso come  apprendista nella bottega di  Andrea del Verrocchio, alla cui bottega rimane legato anche dopo essere divenuto Maestro in proprio. Leonardo definisce se stesso "Omo sanza lettere", perché non ha studiato il latino, la lingua ufficiale utilizzata per le pubblicazioni scientifiche; cerca di impararlo da autodidatta, come da autodidatta indaga tutto ciò che lo circonda. Scrive in continuazione, prende appunti, fa schizzi; per mantenere il completo segreto sui suoi appunti, ha l’abitudine di scrivere da destra verso sinistra,  anagrammando le parole che vuol tenere segrete. Egli rivoluziona le tecniche pittoriche utilizzate fino ad allora: i suoi studi sulla prospettiva aerea e cromatica vanno oltre le tecniche figurative dove il disegno è predominante rispetto al colore.


Egli teorizza che con l'aumentare della distanza dal punto di osservazione, per la nostra percezione,  i contorni delle figure appaiono maggiormente sfumati ed i colori meno nitidi;  la prospettiva aerea si realizza pertanto sfumando gli oggetti a seconda della distanza, la prospettiva cromatica utilizza le variazioni di colore per definire le distanze dove i colori freddi sembrano porsi a maggiore distanza dello spettatore e, viceversa, quelli dalle tonalita' calde offrono la sensazione di essere piu' vicini.

« Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro. Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri. Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue. Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira [...] et fu valentissimo in tirari et in edifizi d'acque, et altri ghiribizzi, né mai co l'animo suo si quietava, ma sempre con l'ingegno fabricava cose nuove. »
(Anonimo Gaddiano, 1542)

A Firenze, alla Galleria degli Uffizi sono conservate tre sue opere pittoriche:
-    Annunciazione 1472-75
-    Battesimo di Cristo 1475-1478(in collaborazione con Verrocchio)
-    Adorazione dei magi 14181-1482  (attualmente ancora in restauro)

Sono invece ancora in corso di accertamenti i saggi prelevati dalla parete del Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio, dove si pensa che possa essere custodita, forse ben celata dall’affresco di Vasari (che cripticamente riporta la dicitura “Cerca, trova”), quello che rimane della Battaglia di Anghiari (1440- battaglia tra Firenze e Milano), che Leonardo inizierà a trasferire sulla parete ma che presto abbandonerà a seguito del deterioramento dei colori.

Fra il 1504 e il 1505 il Gonfaloniere a vita Pier Soderini, per conto della restaurata Repubblica fiorentina,  commissiona ai più celebri artisti del momento, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, due  grandi dipinti per la Sala del Maggior Consiglio: battaglia di Cascina e la battaglia di Anghiari .
Michelangelo si limita a produrre i cartoni preparatori della battaglia di Cascina; Leonardo inizia a trasferire i cartoni scegliendo una tecnica antica (già nota ai greci e ai romani) ma oramai quasi sconosciuta e quanto mai di difficile realizzazione: la tecnica ad encausto.

Questa tecnica prevede che i pigmenti vengano mescolati a cera punica, mantenuti liquidi e poi fissati a caldo, ma per fissare i colori occorre una fonte di calore molto forte. Leonardo inizia a riprodurre il dipinto sulla parete di destra, sopra la porta di sud-est, che è molto estesa. Per asciugare un dipinto di quelle dimensioni è necessario accendere bracieri enormi da posizionare  a poca distanza, e su più piani, il più vicino possibile rispetto ai colori appena stesi. Pare invece che i bracieri siano stati posti in basso e che si sia  prodotto un forte calore a quel livello, ma che contemporaneamente il calore prodotto in basso abbia generato lo scioglimento immediato dei colori posti in alto e la loro conseguente colata.


« Lionardo da Vinci fu nel tempo di Michele Agnolo: et di Plinio cavò quello stucco con il quale coloriva, ma non l'intese bene: et la prima volta lo provò in uno quadro nella Sala del Papa che in tal luogo lavorava, et davanti a esso, che l'haveva appoggiato al muro, accese un gran fuoco, dove per il gran calore di detti carboni rasciughò et secchò detta materia: et di poi la volse mettere in opera nella Sala, dove giù basso il fuoco agiunse et seccholla: ma lassù alto, per la distantia grande non vi aggiunse il calore et colò. » Anonimo Gaddiano - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze


Deluso da questo esperimento, Leonardo, abbandona definitivamente l’opera e parte, prima per Milano, poi per Roma ed infine per la Francia dove sarà al servizio in qualità di pittore di corte dell’Imperatore Francesco I fino alla morte. Per molto tempo la parete del Salone dei Cinquecento attirò giovani talenti che continuarono a farne copie e a trarre spunto dalla genialità del Maestro. Tra le migliori copie tratte dal cartone di Leonardo c'è quella di Rubens, conservata al Louvre. Leonardo, portento del Rinascimento è a tutt’oggi universalmente considerato un genio che  incarna in sé il talento in tutte le discipline unito ad una cultura curiosa e vastissima.

 

 

Autore

Marisa Cancilleri

 

 

 

 

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