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Le testuggini del palio dei cocchi di Santa Maria Novella
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Le testuggini del palio dei cocchi di Santa Maria Novella

Ormai non ci faccio più caso passandoci davanti, ma per diverso tempo mi sono chiesto, incuriosito, che stramberìa fossero quegli obelischi, che campeggiano ai lati opposti di Piazza Santa Maria Novella, sostenuti sul dorso, ciascuna di quattro testuggini in bronzo: mi sembrava un ornamento di foggia piuttosto strana. Poi, col tempo, sono riuscito a riscostruire tutti i pezzi del puzzle, a partire dai famosi obelischi, che non furono messi lì per caso e nemmeno per semplice decorazione.
 

 
Bisogna tornare, per capire tutta la faccenda, ad una delle più curiose manifestazioni che si acompagnavano alle celebrazioni del santo patrono, ovvero il Battista. Si tratta del cosiddetto Palio de’ Cocchi, che si correva in Piazza Santa Maria Novella alla vigilia di San Giovanni, cioè il 23 di giugno. La corsa prendeva il nome dal cocchio usato da ciascun partecipante, in tutto simile alle bighe usate in epoca romana nel Circo Massimo; così come al Circo si ispirava il circuito ovale in Santa Maria Novella. Il Palio de’ Cocchi era in pratica una moderna riedizione della corsa con le bighe.
 
Ed ecco allora a cosa servivano i due obelischi: essi fungevano da mete, ovvero da limiti interni del circuito di gara. E’ per questo uso che furono fatti scolpire in marmo di Seravezza dal Granduca Ferdinando I, che aveva anche commissionato al Giambologna di fondere le testuggini in bronzo sulle quali essi dovevano poggiare. Il Palio peraltro si correva già prima della collocazione degli obelischi quando erano utilizzate invece di quelli due guglie in legno.
 
Per volere di Cosimo I, correvano il Palio quattro squadre, contraddistinte da altrettanti colori: Prasina (verde), Russata (rosso), Veneta (blu) e Bianca (dello stesso colore). Anche in mancanza di indicazioni in merito, è ben facile esser dell’opinione che le quattro squadre corrispondano a quegli stessi quattro quartieri che giocano il Calcio Storico Fiorentino ancora oggi. La cosa più curiosa da scoprire sarebbe il motivo di quelle testuggini per reggere gli obelischi, che è poi il dettaglio che mi aveva colpito inzialmente. Su questo purtroppo non trovo nulla. Mi piace però fare una supposizione, come mi rassegno a fare quando non sia possibile fare altrimenti: immagino che le testuggini, simbolo eloquente della lentezza, siano state scelte come contrappunto proprio a quella gara dei Cocchi in cui la velocità dava la vittoria.

Curioso ricordare anche il fatto che il Palio dei Cocchi non era l’ unico corso in città, ma esisteva anche il Palio dei Berberi, che cavalli sciolti di razza araba, ovvero berbera, correvano al galoppo invece che con le bighe, e attraversava tutta la città dal Ponte alle Mosse alla Porta alla Croce. La sorte delle due manifestazioni è stata però identica: entrambi non si corrono più da un paio di secoli. Oggi che il Palio non si corre più, restano i due obelischi come cimelio della primitiva conformazione di Santa Maria Novella, che proprio in questi ultimi anni è stata completamente ri-lastricata ed ha visto apparire delle curiose e molto discutibili panchine a forma di parallelepipedo in stile minimalista con frasi celebri incise sopra. Credo che Santa Maria Novella si meriti di meglio.

 

Alesbene da Curiosità su Firenze


 

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