
Il Museo Associazione Calcio Fiorentina Onlus, ente gemellato con l'Associazione Fiorentini nel Mondo, organizza per Sabato 29 Maggio 2010 alle ore 16:15, sul prato del "Quercione” nel parco delle Cascine di Firenze, il Derby Storico Fiorentino, ovvero la rievocazione calcistica della storica stracittadina gigliata tra le squadre della “Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas” e del “Club Sportivo Firenze”, le quali, soprattutto all'inizio del secondo decennio del secolo scorso, "infiammarono" molte domeniche dei calciofili fiorentini. Si tratterà sostanzialmente di una gara rievocativa del "Giuoco del Calcio", ovvero del moderno "Foot-Ball" all'inglese, sia negli schemi del tempo che nei costumi della "Belle Epoque", tra le due società che diedero vita, il 26 agosto 1926, all'attuale sodalizio viola. La scelta di ricordare questa "centenaria tenzone" fra i "Ghiozzi Rossi" Libertiani ed i "Crubbisti" sul prato del "Quercione", disputando una partita con le maglie originali del tempo, non è casuale. Proprio sullo storico prato fiorentino, infatti, si tennero le prime gare del foot-ball fiorentino all'inzio del 1900 ed, in particolare, il 26 gennaio 1913 vi si affrontarono, per la prima volta, la Libertas ed il Club Sportivo, in un periodo in cui l'attenzione dei fiorentini era catalizzata dal Firenze FBC e dall'Itala. Nel contesto storico-rievocativo che verrà a crearsi in questa giornata, a rappresentanza delle origini del gioco del Calcio, che proprio a Firenze trova le proprie radici, il Museo della Fiorentina, attraverso la disputa di questa partita (a cui verrà associata, di anno in anno, un'iniziativa a sfondo benefico, oltre ad una pubblicazione che ripercorrerà tutte le tappe essenziali del derby fiorentino sia sotto l'aspetto storico che quello cronologico-statistico), intende ripristinarne l'essenziale ricordo a testimonianza del forte legame con le tradizioni locali.

Un fondamentale valore aggiunto alla manifestazione sarà la presenza di una rappresentanza del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina per un breve spettacolo d’intrattenimento prima dell’inizio della partita di calcio che vedrà la presenza in campo, tra gli altri, di membri dell'amministrazione comunale, celebrità cittadine, glorie dello sport fiorentino ed ex giocatori viola. Le fasi salienti di questa particolare giornata saranno oggetto, per la fedeltà storica della rievocazione proposta, anche di un documentario sul "Calcio delle origini" che verrà girato durante la partita.

L'evento è inserito nella rassegna delle manifestazioni del “Maggio Fiorentino”, promosse dal Comune di Firenze, il quale ha fornito il proprio Patrocinio. Sono partners dell'evento la Fondazione Fiorentina, Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer, il Museo del Calcio F.I.G.C., il C.O.N.I. Firenze, l'A.I.A. sez. Firenze, la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas, il Club Sportivo Firenze, l'Associazione Giglio Amico, l'Associazione Ex-Viola e l'Associazione Fiorentini nel Mondo.
Si invitano tutti a partecipare all'evento che avrà significato benefico a favore dell'Ospedale Pediatrico Meyer di firenze.
ASSOCIAZIONE FIORENTINI NEL MONDO
Il Collegio dei Reggenti

Sono onorato dell'adesione dei Fiorentini nel Mondo alla mia iniziativa ed è con vivo interesse che mi rivolgo a loro per trovare i consensi che permetteranno all'Associazione Internazionale Medicea di realizzare costantemente le proprie attività e le proprie finalità. Lo spirito che anima le iniziative dell'Associazione è in gran parte il medesimo che unisce fra loro i Fiorentini nel Mondo.
Sabato 8 Maggio 2010 a Firenze, nella magnifica cornice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti , diretto con illuminato metodo dalla dottoressa Ornella Casazza, si è tenuta la serata inaugurale dell'Associazione Internazionale Medicea per la Protezione delle Arti delle Scienze e delle Lettere. L'ospite d'onore Igor Mitoraj, scultore di fama internazionale e dal cristallino talento classico, ha tenuto a battesimo la nascita dell'associazione regalando al Museo degli Argenti alcuni splendidi monili.

Nella Repubblica fiorentina del dopo medioevo, il “marzocco” o “marzucco” era un leone eretto e rappresentato a simbolo del potere popolare. La tradizione dell'animale totemico nelle città italiane del medioevo era molto forte, in particolare a Firenze; tale identificazione si riflette in molti stemmi cittadini e spesso utilizzato in stemmi araldici del tempo; l'abitudine di mantenerne ed esporne esemplari era considerato segno di potenza e ricchezza. Il termine è di etimologia incerta, ma comunque da riferire al latino "martius", di Marte. Un'altra delle spiegazioni avanzate è che la parola Marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte. La più celebre rappresentazione è quella di Donatello, una bellissima scultura che nel primo rinascimento fiorentino, sintetizzava con un’anormale intuizione un leone che trattiene con la zampa destra uno scudo rappresentante il giglio rosso in campo bianco simbolo guelfo di questa città. Il Marzocco di Donatello è oggi conservato nel Museo del Bargello e in copia in Piazza della Signoria davanti a Palazzo Vecchio. Si possono trovare moltissime rappresentazioni artistiche del Marzocco, sia in scultura: come i leoni della Loggia dei Lanzi o quelli sopra il portone d’ingresso principale di Palazzo Vecchio, e in pittura: come in vari affreschi d’epoca tardo medievale o rinascimentale.
Firenze come sempre è un ricettacolo di occasioni, infatti, se alzi la testa e ti guardi intorno, hai sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. A volte se sei attento o fortunato ti potresti imbattere in qualcosa di veramente particolare, ad esempio una “Testa Pietrificata”, come è possibile notare nella torre campanaria di Santa Maria Maggiore. Ebbene si, una testa pietrificata, che i fiorentini chiamano popolarmente “La Berta”. Ma come mai la “Berta” si trova pietrificata nella torre campanaria della Chiesa? Questa storia ha inizio il 16 di Settembre del 1327, tutto il popolo fiorentino si è riversato per le strade, un condannato a morte viene trasportato verso il rogo: l’afa di fine estate mescolata con la polvere alzata dalla masnada di curiosi che si accalcano per assistere allo “spettacolo” secca le gole riarse.
Nella Pasqua Fiorentina, secondo la tradizione riferita dall'antico cronista fiorentino Giovanni Villani dalla Cronica (libro I, capitolo IX), la vetusta cerimonia dello "scoppio del carro" sarebbe da collegarsi alla prima Crociata, predicata a Firenze dal vescovo del tempo Ranieri ed alla quale parteciparono oltre duemilacinquecento concittadini, al comando di Pazzino di Ranieri de' Pazzi. Il 15 luglio 1099, dopo un lungo assedio, l'esercito crociato conquistò Gerusalemme; Pazzino sarebbe stato il primo ad innalzare il vessillo cristiano sulle mura della città santa, ed avrebbe ricevuto in dono da Goffredo IV duca di Buillon, detto Buglione, della Bassa Lorena, tre scaglie di pietra del santo Sepolcro di Cristo, poi gelosamente custodite e portate a Firenze nel 1101. Conservate in un primo tempo dalla famiglia Pazzi, le tre pietre furono usate per trarne una scintilla di fuoco "novello", simbolo tutto pasquale di vita nuova, distribuito poi, dopo la benedizione, alle singole famiglie per riaccendere il focolare domestico. Si diffuse così a Firenze l'uso, attestato per Gerusalemme durante le Crociate, di distribuire al clero ed al popolo il "fuoco santo" nella basilica dell'Anastasis, o del santo Sepolcro, come segno della Risurrezione di Cristo.
Niccolò di Noferi del Sodo o Niccolò Grosso detto il Caparra, artigiano ed artista fiorentino vissuto negli ultimi anni del Quattrocento, è considerato il più famoso ferraio, un vero artista del ferro battuto. Il Caparra raggiunse il vertice di questa arte per aver trattato il semplice ferro come un materiale degno della migliore oreficeria, con un'estrema attenzione al dettaglio ed un rigore rinascimentale che bene lo inquadra nella cultura della Firenze quattrocentesca. Il nome, stando a quanto ricorda Giorgio Vasari nelle Vite, gli era stato dato da Lorenzo il Magnifico per l'uso che questo artista aveva di chiedere l'acconto, o caparra, per ogni lavoro che gli veniva commissionato. Il suo capolavoro sono le lanterne agli angoli di Palazzo Strozzi, dove inserì animali fantastici, dragoni e sfingi nei portafiaccole, architetture fittizie nelle lanterne ed i copiatissimi spuntoni sulla sommità, gli stemmi familiari negli anelli per legare i cavalli, eccetera. Gli si attribuiscono anche alcune opere all'esterno di palazzo Guadagni e di palazzo Medici-Riccardi.
“Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi rincresce solo che non potrò scriverne”... Con questa frase Tiziano Terzani parlò di se in una delle sue ultime interviste. In questa frase c’è tutto lo spessore dell’uomo e del “poeta” di questo grande personaggio della cultura fiorentina. Tiziano Terzani nasce a Firenze il 14 settembre 1938, scrittore e giornalista ha fatto della sua stessa vita una missione, con un’evoluzione intellettuale invidiabile anche per le scelte sul proprio stile di vita. E’ nato a Firenze, nel quartiere di Monticelli, di mercoledì. Il padre aveva un’attività di meccanico d’auto ed era un comunista ed ex partigiano, la madre una donna benestante e molto cattolica, da questo connubio familiare nasce lo stimolo di tolleranza che contraddistinguerà la sua vita, quella della sua famiglia e le sue opere. Dice della sua famiglia: “debbo a loro forse un senso di tolleranza e questa cosa profonda [...] di vedere il bello della vita nella sua diversità e vedere la vera essenza della vita nell'armonia degli opposti".
Lo sguardo sognante e lontano, le chiome bionde agghindate di nastri e ingioiellate di perle, e quel volto di giovane che ha la dolcezza dei tratti della Venere e della Primavera. Per la prima volta torna in Italia dal 1849, la tavola Ritratto ideale di fanciulla di Botticelli che raffigura la giovane donna identificata con Simonetta Vespucci, "regina di bellezza" amata - secondo il racconto di Vasari - da Giuliano dè Medici. Lo straordinario dipinto, che altri studiosi identificano con il volto idealizzato di una ninfa, arriva dallo Städel Museum di Francoforte, è al centro della mostra Pregio e bellezza - Cammei e intagli dei Medici, dal 25 marzo al 27 giugno ospitata al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti. Al collo della giovane, Botticelli ha dipinto un collier con un pendente famoso: il "sigillo di Nerone", cammeo che insieme ad altre 96 gemme fu uno dei pezzi più preziosi della collezione di Lorenzo il Magnifico. Esposto anche l'originale, una corniola rossa con l'immagine di Apollo e Marsia intagliata attribuita da Lorenzo Ghiberti a Policleto, prestito del Museo archeologico di Napoli, dove si trovano alcune gemme del tesoro mediceo, diviso tra il Museo archeologico di Firenze e la raccolta di Palazzo Pitti.
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