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PESELLINO, A Renaissance Master Revealed
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PESELLINO, A Renaissance Master Revealed

La National Gallery di Londra non si smentisce, passando in rassegna capolavori meno noti e dando loro il risalto che meritano. E’ la volta di un pittore fiorentino dimenticato, che è stato pure fagocitato da attribuzioni altrui.

Dopo il trionfodi Donatello al V&A, il Rinascimento fiorentino prosegue alla National Gallery con PESELLINO. Non è un nome roboante perché morì a 35 anni e non lasciò molte opere, che poi parecchie furono attribuite ad altri. Inoltre ci sono più notizie sul nonno Pesello, (Giuliano d’Arrigo) che lo allevò, lo mise a bottega presso di sé, lo introdusse nella cerchia dei Medici. Siamo nella Firenze del primo ‘400, un secolo in cui si inciampava a ogni angolo in letterati, artisti, scienziati, condottieri, banchieri , politici e santi che hanno fatto capitoli interi della civiltà occidentale. Il Pesello, per esempio, allievo di Andrea del Castagno, aveva come creditori della sua bottega, per lavori eseguiti, Francesco Sforza e Cosimo de’ Medici, lavorò con Gaddi e Ghiberti , si confrontò con Brunelleschi e affrescò la volta della Cappella della Sacrestia Vecchia di San Lorenzo con il magnifico emisfero boreale su direttive di Paolo dal Pozzo Toscanelli. Pesellino, nato a Firenze nel 1422, si formò pertanto in tale ambiente grondante Arte e Cultura, per poi lavorare a stretto contatto anche con Filippo Lippi, specializzandosi in miniature e “pitture di cose piccole”, ma con tale garbo e maniera da ricordare il Beato Angelico, non privo però di un tratto masaccesco. In particolare si rivela pittore di storie complesse con dovizia di dettagli nella celebre Pala della Trinità del 1455 eseguita per un ormai scomparso Oratorio di Pistoia, i cuiframmenti furono riuniti nel primo ‘900 presso la National Gallery, che appunto intorno a tale capolavoro ha montato la Mostra “PESELLINO, A Renaissance Master Revealed” (7 dic 2023 – 10 mar 2024).

 

 

Di particolare bellezza i Santi Giacomo e Mamas di Cesarea( quest’ultimo poco noto ma nei pressi di Pistoia c’è il grazioso borgo di San Mommè) e i due angeli in volo verso la ortodossa e accademica trinità, dai realistici panneggi, movimento e prospettiva. Dipingeva molto e bene natura e animali, oltre a immagini devozionali: basterebbe la dolcissima Madonna con lo splendido Bambino, prestata dal Musee des Beaux Artes di Lione, di cui si hanno 30 imitazioni note, a farne un artista di grande valore. Lo intuì anche Vasari che scrisse “ se fosse vissuto più a lungo, avrebbe realizzato molto di più di ciò che ha fatto” e lo apprezzarono parecchio anche i Medici, commissionandogli “Le storie di David” per un cassone nuziale, con dovizia di animali e personaggi attorno al fiero combattimento di David e Golia. Gli fa da pendant la raffigurazione dei “Tronfi”, famoso poemetto allegorico di Petrarca, per un cassone ordinato forse per il matrimonio di Piero de Medici e Lucrezia Tornabuoni e oggi proveniente da Boston. Opere rare e quindi preziose quelle di Pesellino, che nella sua breve vita influenzò parecchi contemporanei e quindi degno di essere riscoperto e ammirato, portando a Londra un’altra ventata di quella fucina di talenti artistici che fu Firenze, culla del Rinascimento.

 

 

 

MARGHERITA CALDERONI

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