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Storia della Stazione Leopolda
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Storia della Stazione Leopolda

Stazione Leopolda FirenzeFortemente voluta dal Granduca Leopoldo II per collegare il capoluogo fiorentino con il porto marittimo di Livorno, la costruzione della stazione di Porta al Prato, affidata all’architetto Enrico Presenti, si protrasse dal 1841 al 1848. Una volta terminata la tratta ferroviaria, questa fu intitolata allo stesso duca reggente che tanto l’aveva desiderata. Parallelamente a questo scalo ne fu creato un secondo, a ridosso di Santa Maria Novella e quindi più centrale.

 

Fu proprio quella che oggi è la stazione di Santa Maria Novella a decretare la fine della sua “gemella”: nel 1860, dato il crescente numero di passeggeri che preferivano lo snodo centrale, si operò la chiusura della stazione Leopolda. Già dall’anno successivo l’edificio fu riadattato per ospitare la prima Esposizione Nazionale Italiana che, fra i 6000 espositori presenti, vedeva anche alcuni artisti della corrente dei Macchiaioli e alcuni artigiani torinesi che mostravano al grande pubblico i primi pianoforti italiani. La manifestazione risultò essere un successo dal punto di vista numerico, con picchi di 27000 persone nei giorni festivi, ma chiuse in deficit economico, pur facendo aumentare il numero dei visitatori della città. Con lo spostamento della capitale del Regno d’Italia a Firenze la struttura fu profondamente rivisitata dall’architetto Marco Treves, il quale la rese in grado di ospitare la Direzione Generale delle Gabelle e della Dogana.

 

Stazione-Leopolda-Firenze 1

 

Oltre alla realizzazione degli uffici e in considerazione dell’aumento dell’attività ferroviaria, la Stazione Leopolda fu trasformata anche in una grande officina, la cui produzione aumentò notevolmente durante il periodo bellico. Nel periodo nazista il comparto produttivo fu oggetto di numerosi sabotaggi da parte della Resistenza, fino al bombardamento definitivo del 2 maggio 1944 che pose fine alle attività di produzione. A partire dal termine della Seconda Guerra Mondiale la stazione ha ricevuto numerosi interventi di restauro e valorizzazione che le hanno conferito l’aspetto odierno  Per questo oggi appare come uno spazio estremamente duttile che, gestito da una società di Pitti Immagine, è teatro di numerose manifestazioni culturali, artistiche, enogastronomiche e anche politiche: dal salone del gusto noto con il nome di Taste, ospitato ormai da diversi anni, ai dibattiti e alle convention organizzate dal premier Matteo Renzi. Al suo rilancio culturale ha contribuito notevolmente anche il progetto “Fabbrica Europa”, che ha richiamato numerosi artisti internazionali e che ha dato vita ad un festival annuale, con il compito di promuovere l’incontro dei diversi popoli europei attraverso l’espressione delle proprie peculiarità artistiche, culturali e sociali.


Stazione-Leopolda-Firenze

 

 

 

 

Autore

 

Julius Ebnoether

 

 

 

 

 

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