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Al Museo del Bargello la restaurata Crocifissione di Donatello
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Al Museo del Bargello la restaurata Crocifissione di Donatello

Donatello-Crocifissione 1Si è concluso il restauro della Crocifissione realizzata da Donatello nel 1455 e ora conservato al Museo Nazionale del Bargello, nel Salone dedicato all’artista fiorentino. Condotto da Ludovica Nicolai sotto la direzione di Beatrice Paolozzi Strozzi, già Direttore del Museo Nazionale del Bargello, l’intervento costituisce il secondo progetto realizzato nell’ambito della prima edizione del “Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze”.


Tale iniziativa è stata fortemente voluta dalla Fondazione non profit Friends of Florence che quest’anno, giunta alla sua seconda edizione, decreterà il nuovo progetto vincitore sabato 15 novembre alle ore 12 durante il Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze alla Fortezza da Basso. Il lavoro di restauro, svoltosi sotto gli occhi dei visitatori del Museo Nazionale del Bargello, durato circa sei mesi e per un costo totale di circa 20mila euro, è stato possibile grazie al contributo di Janet e Jim Dicke II. “Dopo questo restauro magistrale realizzato grazie al generoso intervento dei Friends of Florence – afferma Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino – la Crocifissione bronzea di Donatello riacquista una pienezza di splendore e una ricchezza di dettagli davvero insospettabili prima della pulitura: una scena ora baluginante di miriadi di riflessi d’oro e d’argento in cielo e sulla terra, a conferire corrusco splendore al dramma della Redenzione”. Non è certa la data di realizzazione del pannello bronzeo, che risale alla fase della vecchiaia dell’artista e fu eseguito con la tecnica dello "stiacciato", né la sua primaria destinazione. Tuttavia l’opera è documentata negli inventari medicei sin dal 1560, poi fu esposta agli Uffizi nel 1769 e, dal 1870, al Bargello. Per eseguire l’intervento di restauro, il bassorilievo è stato rimosso dalla sua collocazione abituale, separato dalla cornice in legno e posto prima sul tavolo da lavoro poi su un cavalletto progettato appositamente, in un piccolo “cantiere visitabile” allestito all’interno del Salone di Donatello.

 

Donatello-Crocifissione 2 

 

Come verificato per molti bronzi rinascimentali, in passato la superficie del bassorilievo era stata ricoperta da una patinatura scura che aveva completamente nascosto le parti ageminate d’argento; inoltre vari strati protettivi a base di cere e oli, misti a sostanze di deposito, avevano appiattito gli incavi del modellato e offuscato la naturale brillantezza della doratura, eseguita con la tecnica dell'amalgama di mercurio. In queste condizioni il bassorilievo, aveva completamente perduto l’aspetto policromatico originale che fa percepire in chi lo guarda sia i vari livelli di profondità del modellato sia la visione prospettica della scena. La pulitura superficiale è stata la fase più importante poiché doveva ritrovare ed esaltare la policromia voluta dall’artista mediante l’accostamento di bronzo patinato/oro/argento. Sulla superficie di bronzo è stata eseguita una leggera pulitura con solventi, agendo più o meno approfonditamente in relazione alla quantità di sostanze stratificate da rimuovere. La pulitura è stata poi rifinita meccanicamente, con bisturi, bastoncini di legno e piccoli aghi, negli incavi del modellato. Durante il restauro sono state eseguite le analisi della lega bronzea per una conoscenza più approfondita dell'opera, il rilievo 3D, effettuato sul fronte e sul retro, per l'individuazione dei vari livelli del modellato e documentare le differenze materiche, i difetti di fusione e i tasselli di riparazione, l’analisi prospettica dettagliata della scena e della sua traduzione plastica a  bassorilievo e la documentazione fotografica delle diverse fasi dell'intervento.

 

 

 


Autore


Marisa Cancilleri

 

 

 

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