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Giovanni Acuto, un funerale solenne

Giovanni Acuto, un funerale solenne

La mattina di venerdì 20 marzo 1394 Firenze si sveglia con il rintocco delle campane a morto, lo stesso suono che i fiorentini hanno sentito all’imbrunire, la sera di giovedì. Sanno perfettamente di cosa si tratta, e un pò alla volta cominciano a sciamare verso Piazza della Signoria che, da lì a poco, si riempie. Del resto, il Comune è stato categorico il giorno precedente: tutte le botteghe della città, in segno di lutto, dovranno restare chiuse. Sull’arengario del palazzo ha già preso posto la Signoria con le alte cariche, mentre nella vicina loggia si sono sistemati i Cavalieri, i giudici e i medici, cioè i rappresentanti della classe dirigente fiorentina.


Al centro della piazza, su un catafalco coperto di pelliccie, fa mostra di sè una bara a sua volta ricoperta di vaio e di drappi d’oro e circondata da insegne, destinata ad accogliere, da lì a poco, il corpo di un personaggio che, nel bene e nel male, era stato fino a quel momento un indiscusso protagonista degli ultimi decenni della storia fiorentina, il condottiero inglese John Hawkwood, meglio conosciuto in Italia come Giovanni Acuto. Il funerale sarà officiato dal vescovo della città dentro la stipata cattedrale di Santa Maria del Fiore, dopo che una lunga processione, a cui hanno partecipato tutte le autorità, dalla Parte Guelfa ai Sei di Mercanzia, ha scortato la salma per mezza città. Funerali solenni dunque per il condottiero anglo-fiorentino, uno spettacolo che alla collettività veniva a costare una cifra spropositata: quattrocentodieci fiorini d’oro, una lira e undici soldi. A Firenze Giovanni Acuto era costato uno sproposito da vivo e nemmeno da morto era stato a buon mercato.

 

 

 
JOHN HAWKWOOD


"Delle sue proprietà e della sua borsa Giovanni Acuto si mostra un attento amministratore, che non perde d'occhio il proprio interesse. Se c'è un'immagine che assolutamente non s'attaglia a quest'uomo è lo stereotipo del soldataccio predatore e dissipatore di tutto ciò che riesce ad arraffare. Al contrario, l'inglese si dimostra un oculato e parsimonioso investitore dei suoi guadagni, sempre pronto a trovar pretesti per non dover spendere e, invece, tenace e irremovibile quando si tratta di crediti da riscuotere." BALESTRACCI

"Inghilese, gran maestro di guerra, di natura..volpigna e astuta." VILLANI

"Acuto doveva diventare il personaggio più in vista nelle guerre italiane.. Egli era un soldato duro, un vero professionista che, a differenza dei condottieri suoi contemporanei, pareva preoccuparsi non tanto del denaro quanto della propria reputazione militare. Molti dei successi che arrisero ai suoi soldati possono attribuirsi alla migliore preparazione e al migliore armamento di cui erano provvisti, ma non si può mettere in dubbio che nella sua compagnia egli riuscì a creare tale unità e tale spiriro di corpo quali non si erano mai visti. Inoltre si acquistò fama di essere leale ed onesto, fama che nasceva in certa misura per contrasto con la condotta dei suoi rivali, perch*é Acuto non era certo uno specchio di virtù. Sebbene fosse orgoglioso della sua autorità di comandante e si appassionasse alla guerra da vero professionista, non ricusò mai di accettare denaro in cambio della rinuncia a combattere e, al pari di tutti i condottieri del suo tempo, non ebbe gran rispetto per la vita e i beni della popolazione civile. Ma quello che nell'ascesa di Acuto risulta chiarissimo è che i giorni della compagnia libera e indipendente si avviavano rapidamente alla fine. Giovanni Acuto ottenne il comando della Compagnia Bianca probabilmente per elezione e nel 1375 quando la sua compagnia convenne di non molestare più Firenze, l'accordo fu firmato da Acuto e da altri quindici ufficiali della Compagnia. Ma col passare del tempo Acuto acquisì sempre più una posizione di preminenza; furono la sua capacità di comando e le sue doti personali, più che la forza numerica e la bravura della compagnia a procurare a questa vantaggiosi contratti." MALLETT

" Fu senz'altro un rinnovatore della figura del capitano di ventura, specialmente nell'ergersi spesso ad arbitro delle relazioni tra gli Stati, nel tentativo non azzardato, anche se non condotto a termine, di costituirsi una signoria personale, anticipatrice, anche in questo, dei nostri più famosi condottieri." RENDINA

" Era per molte pruove tenuto prode e valoroso della sua persona, astuto in pigliar i vantaggi, e uomo che attendendo il fin delle cose, non pendeva dalla fama degli uomini. Tale era il capitano: e perché questi soldati furono i primi, i quali recarono in Italia il conducere i soldati in nome di lance, e tre per lancia, dove prima si conducevano sotto nome di barbute.. Di questa gente tutti egualmente portavano spade e daghe, ma una parte erano arcieri, gli altri operavano le lance; gli archi erano di nasso e lunghi, le lance sode e di posta. Aveano panzeroni, bracciali, cosciali e gamberuoli di ferro, e dinanzi al petto un'anima di acciaio, le quali armi tenevano in modo pulite, che rilucevano a guisa di specchio. Combattevano il più delle volte a piede, avendo fra due una lancia, la quale tenevano in quel modo che si fa degli spiedi nelle cacce de' cignali. Ciascuno di essi avea seco uno o due ragazzi, i quali oltre la cura di tener forbite l'armi.. guardavano anche i cavalli quando si combattea; l'ordine loro era tondo, come se fosse uno spinoso assai bene stretto e legato insieme, non si moveano per lo più verso il nemico se non a venti passi, e questo faceano con strida terribili e spaventose; eran pazientissimi del freddo e del caldo, ubbidienti a' lor capitani, veloci al sangue e alle rapine; portavano scale fatte con grande artificio, il maggior pezzo delle quali non passava tre scaglioni, ma le quali attaccandosi l'una con l'altra superavano ogni grandissima torre. Erano nondimeno negli alloggiamenti per la troppa baldanza non molto cauti, alloggiando sparti e male ordinati,.. riuscirono migliori in cavalcate di notte e in rubar terre, che a combattere a campo aperto." AMMIRATO

" Stratega efficace e prudente, sempre in movimento, H. sembra essere stato molto apprezzato dai suoi uomini, che pagava regolarmente e che non si ammutinarono mai. Certo, conobbe delle disfatte, ma ogni volta riusciva a ricostruire i suoi effettivi, facendo appello soprattutto a compatrioti.. Sembra dunque giustificato l'apprezzamento di Paolo Giovio che lo chiamò acerrimus bellator et cunctator egregius. D'altronde H. non riuscì mai a costituirsi una vera e propria fortuna; poco prima di morire aveva persino deciso, per liberarsi dei debiti, di vendere i suoi beni - una villa vicino a Firenze, un castello nei pressi di Arezzo - per ritornare nella madre patria." CONTAMINE

"Questi fu famosissimo Capitano, et in Italia con sua gran gloria avea esercitato di molte guerre, et fino a questo dì il comune non avea mai fatto a nissuno cittadino, o forestieri tanto honore (Statua equestre affrescata nel suo sepolcro), quanto meritatamente fece a lui." RIDOLFI

"Inghillexe, gran prodromo (uomo prode).. Certamente era lo mazore et el  forastiero che fusse de za dai monti.. Miles anglichus, nobolissimus armorum capitaneus." CORPUS CHRONIC. BONOMIENSIUM

"Il quale fu de i più valenti e savi cavalieri ch'avesse la Cristianità de giente d'arme.  A quelo giorno il più famoxo e aventurà capitano che fusse in tuta Itallia, e 'l più experto e probo in fatti d'arme." GATARI

"Huomo prontissimo di mano, e espertissimo nell'arme.. Essendo egli per lunga esperienza prattico delle guerre, haveva imparato con grave et spedito ingegno a presentire l'occasioni, a finire i consigli, e prestamente adoperare l'armi, sapendo essere quando egli era bisogno valorosissimo guerriero, e similmente trattenitore honorato." GIOVIO

" O de gl'Inglesi, e de l'Italia honore/ Aucutho e dell'Italico paese/ Sostegno: il cui gran seno, il cui valore/ Gran tempo d'ogni ingiuria lo difese:/ Come Fiorenza già con grato core/ Di famoso sepolcro honor ti rese,/ Così la tua virtute il Giovio honora/ D'efficie tal, che sarà viva ogn'hora." G. FEROLDI, da un sonetto raccolto dal GIOVIO

"Acquistò.. assai celebre nome di Capitano.. Era l'Aucuto di statura più che mezana, di membra forti, di volto rubicondo, d'occhi e di capelli castagnicci." ROSCIO

"Egli applicò, nei limiti del possibile, la tattica di combattere evitando la battaglia di annientamento." ARGIOLAS

"Qui suis temporibus in Italia tribus et viginti vicibus, capitaneus existens gentium armigerarum, in ordinato bello acie contra inimicos congressus pugnaverat, et semper victoe evaserat, nisi ex illis vice una, qua victus est." REDUSIO

"The first real general of modern times." HALLAM

"The genius for organisation which enabled him to convert a band of freebooters into something like a regular army, his rude but effective strategy, his energy and resource distinguish him from all his medieval predecessors. He was recognised by his contemporaries as not only the ablest and most intrepid, but also the most trust worthy of condottieri. His fidelity, however, was by no means above suspicion, but to the Florentine government he was uniformly friend." DICTIONARY OF NATIONAL BIOGRAPHY

"Corusche fame, timoris orrendi, quod stilus hic memoratu non fraudat. Qui totam Ytaliam lacrimis miscuit hostilibus, qui tyrannorum truces oculos armorum fraudibus humiles mulsit, qui prospera atque industriosa victoria hostium semper arma contrivit.. Augut Johannem Anglicum, armorum decus italicum.. atrocem armis et aspectu ferocem statua veneranda porrigit; porrigit enim spectabilem discipline militaris habitum, porrigit magnifice circumspectorem austutie, porrigit tremende conspectum audatie; quibus per universam Jtaliam se victritium avanorum impigrum, se circunspecta prudentie venerabilem, se temperantie solide admirabilem contemplatorem quibusque periculis expositum compositorem assignat; cuius fama roboat per remitissimos ambitus." MARZAGAIA

"Era stato certamente uno de' più valenti Condottieri, simile però nel carattere e ne' portamenti agli altri capi di masnade, che infestavano l'Italia, lo scopo principale de' quali era il guadagno e la conservazione de' loro compagni assassini, indifferenti a ogn'altro oggetto." PIGNOTTI  

"Fu questo Capitano molto eccellente nelli stratagemmi; per virtù de' quali molte volte, o si salvò in qualche improvviso pericolo, o superò il nemico." PASSI

"Peritissimus bello dux.. Vir clarus bello, et iam per Italiam notus.. Fuit enim dux rei militaris aetate sua omnium peritissimus. Et erat tunc extrema aetate, quae prudentiam et cautionem augere ducibus solet. Nam iuvenes plerunque servor et autacia praecipites egit." SANT'ANTONINO

"Giovanni Acuto, non so se ultimo dei condottieri stranieri, o se primo degli italiani, primo fra cui le fazioni militari con certa scienza e disegnassero e compissero: tennegli poi dietro Braccio e Sforza e le due scuole." RICOTTI

"Fu uno dei celebri e valorosi condottieri di masnade che infestassero l'Italia, niente dagli altri infami differente che nel valore e nell'iniquità, con le quali superò tutti." ADEMOLLO

"Maestro di scienza militare, superiore ai suoi predecessori per scienza bellica, ma assai poco scrupoloso." BIGNAMI

"Who dominated Italian warfare for the last thirty years of his life." TREASE

Con Niccolò Piccinino, Uguccione della Faggiuola, Castruccio Castracani, Lodrisio Visconti, Facino Cane, Bartolomeo Colleoni ed il Carmagnola "Furono capi notissimi per le loro imprese." AGOSTINI

"Di nazione Inglese, e reputatissimo nell'armi." MACHIAVELLI

"Fu capitano peritissimo nell'arte militare sopra tutti gli altri de' suoi tempi." L.ARETINO

"Famoso, più per le sue infedeltà, e ruberie, che pel suo valore." POGGIALI

"Il quale venuto d'Inghilterra s'era lungamente esercitato nell'armi in Italia, e acquisrato, in molte guerre, ove s'era trovato, assai honore." MALAVOLTI

"Era reputato capitano eccellentissimo." BUONINSEGNI

"Capitano notabilissimo." BONIFACCIO

"Capitano singolarissimo." BERTONDELLI

"Egli era il migliore conducitore di gente che avesse allora Italia." MINERBETTI

"Quoque rei bellicae peritissimus..Expertae virtutis et fidei..praeclarissimi omnium aetatis suae ducis." BRACCIOLINI

"Qui ea tempestate rei militaris peritissimus habebatur, celebri fama vir, imperator delectus" ZENO

"Valde doctus in gueris." GRIFFONI

"Huomo vechio et molto sappiente nell'arte della millitia, et molto sagace et esperto." A. GATARI

"Inghilese uomo in que' tempi di grande riputazione nell'armi." NERLI

"Solitus milites omnes passim per omnes Italiam sparsos colligens." PLATINA

"Il quale per essere stato lungo tempo in Italia fu molto essecitato nelle guerre." PELLINI

"In Italia a' suopi dì non fu mai uomo dotto in fatti d'arme quanto costui." RINUCCINI

"Capitano illustrissimo de suoi tempi." SANSOVINO

"Sperimentato e valente Capitano." ROSMINI

"Uno de' più valorosi avventurieri che allora militassero in Italia." LANCETTI

Con Ceccolo Broglia "Regio genere viri, qui..per multas victorias et miranda facinora summam erant in re bellicam auctoritatem, gloriamque consecuti." CRIVELLI

"Longa militia per Italiam assuetus." MANETTI

Con Alberico da Barbiano "Huomini valorosi nell'arte militare, quanto altri fossero in quei tempi." GIORGI

"Nominatissimo nell'historie di questi dì." CAMPI

"Famoso condottiero d'armi inglese, che ebbe tanta fama sullo scorcio del secolo XIV." CIPOLLA

"L'inglese italianizzatosi che aveva fama di esere il migliore capitano di ventura d'Europa..Uno fra i più famosi capitani che fossero allora in Italia." CUTOLO

"Capitano di grande stima." GAMURRINI

"Valorosissimo uomo di guerra." MAGENTA

"Notissimo nelle memorie italiane." LA LUMIA

"Terribile condottiere inglese." MESSERI-CALZI

"Uomo savissimo di guerra e valente." MONUMENTA PISANA

"Capitaneus Anglorum homo magnanimus..Vir in Italia magnus." GAZATA

"Huomo esercitatissimo nell'armi, e non meno valoroso che prudente." TRONCI

"Huomo..di grande esperimento guerriero." VERDIZZOTTI

"Valoroso Duce." VEDRIANI

"Capitano venturiere e capo di una masnada di Inglesi." VERMIGLIOLI

"Coluii che soleva dire doversi fare la guerra per vivere e non per morire." BELOTTI

"Molto esperto Capitano." BIANCOLINI

"Uomo di grido e di valore." MAGRI

"Famo(xo) e proodo englexe." G. DI M.PEDRINO

"Celeberrimo per la memoria delle egregie gesta..Uomo di generoso spirito e di lunga esperienza." VERGERIO

"Capitano prudentissimo et esercitato nell'arte militare gran tempo." PORRO LAMBERTENGHI

"A forza di valore e buona fortuna era divenuto conduttore di uomini d'arme." CAMERA

"Latrocinantium copiarum indignem ducem..Insignis sui temporis latronum ductor." BEVERINI

"Uno de' migliori Capitani di quell'età." COLUCCI

"Uno dei migliori e più temuti capitani di quei giorni." CECCONI

"Célèbre condottiere anglais." DURRIEU

"Capo di una gran compagnia di masnadieri." PEZZANA

"El quale haveva fatte molte magnanime cose et relevate de honore et fama." MINUTI

"Gran capitano di quella età." CIRILLO

"Uno fra i più famosi capitani che fossero allora in Italia." CUTOLO

 

 

 

 

Autore



Duccio Balestracci

 

 

 

 

 

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