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Usi e costumi fiorentini rappresentati nel Cassone Adimari

Usi e costumi fiorentini rappresentati nel Cassone Adimari

Il 22 giugno del 1420 Boccaccio di Salvestro prende in sposa Lisa dé Ricasoli. Le scene della loro mirabile cerimonia di nozze sono rappresentate nel famoso “Cassone degli Adimari” esposto nella Sala del Colosso della Galleria dell’Accademia della nostra città.Il cassone avevo il compito di custodire il corredo della fanciulla, parte integrante della dote di nozze che il padre doveva corrispondere alla famiglia dello sposo.

 

 Il celeberrimo Cassone Adimari venne decorato con la rappresentazione di alcuni momenti legati allo sposalizio: il corteo che accompagna gli sposi in uscita dal portico del Bigallo (che all’epoca faceva parte dell’abitazione Adimari tra quella che era chiamata Corso Adimari, cioè via Calzaioli, e Piazza del Duomo), i trombettieri seduti sui gradini della loggia mentre suonano i loro strumenti sui quali sono stati posti dei gagliardetti con i gigli rossi di Firenze; una tenda di teli rossi e bianchi posta fino a via dei Martelli, con la funzione di dare ombra all’intera piazza. Sotto la tenda si vedono avanzare gli sposi: Lisa in abito di velluto nero con ricami dorati, Boccaccio a testa scoperta. Ci sono altre coppie di invitati vestiti con sontuosi abiti ricamati con perle ed oro che passeggiano anch’essi tra panche coperte di arazzi.

Le cronache ci raccontano che al loro matrimonio parteciparono quattrocento invitati, la festa fu allietata da giullari e menestrelli, il banchetto fu straordinario: tre portate di venticinque piatti ognuna!

 

 

Autore


Marisa Cancilleri


 

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