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12 agosto 1530, Firenze viene consegnata agli Imperiali

12 agosto 1530, Firenze viene consegnata agli Imperiali

12 agosto 1530, da dieci mesi la città di Firenze è sotto assedio delle truppe di Carlo V. Papa Clemente VII - al secolo Giulio De’ Medici - e l'imperatore Carlo V, dopo il sacco di Roma del 1527, hanno trovato un accordo e sono adesso alleati contro la Repubblica fiorentina.

Lo scotto che l'imperatore deve pagare al papa per i danni prodotti dal sacco é quello di riportare la famiglia Medici al potere. L'imperatore mette dunque  la città sotto assedio. La situazione sta diventando disperata: hai voglia a far finta di nulla, hai voglia di cercare di ingannare gli imperiali facendo credere che tutto va bene giocando una partita di calcio in livrea con lo stomaco vuoto e la peste  che comincia a mietere sempre più vittime. Firenze é allo stremo e bisogna in tutti i modi cercare di spezzare l'assedio che la sta soffocando. Il comandante generale delle truppe fiorentine è il perugino Malatesta Baglioni che non brilla per iniziativa e capacità, ma che si rende conto dell'inferiorità delle truppe fiorentine e spera piuttosto in una trattativa diplomatica per salvare la città dal saccheggio. Dall'esterno intanto Francesco Ferrucci ha ideato un piano che se fosse riuscito avrebbe salvato la Repubblica. Ma il 12 agosto 1530 Malatesta Baglioni scende a patti con gli Imperiali. Fa introdurre dentro Porta Romana Pirro di Stipicciano, capitano di ventura al servizio degli Imperiali, insieme ai suoi sgherri che puntarono le artiglierie contro la città. La Repubblica fiorentina è finita. La famiglia Medici sale al potere e lo deterrà fino al 1737.

 

 Marisa Cancilleri

 

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