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Le meraviglie di Ognissanti

Le meraviglie di Ognissanti

La chiesa di San Salvatore in Ognissanti, iniziata nel 1251, faceva parte del complesso conventuale degli Umiliati, un ordine lombardo giunto a Firenze nel 1239. Anche se la loro regola era stata approvata da Papa Onorio III, l'ordine si era costituito nell'ambito dei movimenti pauperistici ai limiti dell'eresia. Gli Umiliati si affermarono come congregazione laica maschile e femminile, dedita alla perfezione evangelica ed alla povertà, ma specialmente al lavoro che era parte integrante della vita dei religiosi.

 

A Firenze gli Umiliati, impegnati soprattutto nella lavorazione della lana e del vetro, si stabilirono prima fuori città, quindi presso la chiesetta di Santa Lucia, estendendo gradualmente le loro proprietà fino a comprendere un oratorio sul borgo (cioè su una strada fuori della vecchia cinta muraria), dove fecero costruire la loro chiesa ad honorem Sanctorum Omnium e il convento; il complesso venne portato a termine nel 1260. La zona era particolarmente adatta alla lavorazione della lana, perché all'altezza della Porta alla Carraia, dove il Mugnone sfociava nell'Arno, c'era un'isoletta che formava un canale utile per ricavare l'energia idraulica per mulini e gualchiere. Per favorire tale sfruttamento, gli Umiliati costruirono la pescaia di Santa Rosa, insieme a un ricco sistema di canali. Il paesaggio urbano circostante venne caratterizzato da edifici legati all'attività dei religiosi, assieme alle case per gli artigiani ed ai tiratoi dove si tirava la lana. Per il loro prestigio, alla fine del Duecento gli Umiliati furono chiamati a ricoprire importanti cariche pubbliche. Intanto la chiesa si andava arricchendo di opere d'arte di straordinario pregio, grazie anche al mecenatismo delle famiglie del quartiere, che avevano raggiunto una solida posizione economica e sociale.

Intorno al 1310 venne posta sull'altar maggiore la Maestà di Giotto, ora agli Uffizi. Nella Sagrestia sono conservate altre opere trecentesche, come una Crocifissione ad affresco di Taddeo Gaddi e la Croce di Ognissanti ritenuta fino al 2009 opera del "Parente di Giotto" o di "anonimo giottesco", in ogni caso qualcuno assai vicino a Giotto e di grandissime capacità pittoriche. Sottoposta ad accurato restauro a partire dal 2005 (Opificio delle Pietre Dure, Firenze) l'opera si è rivelata chiaramente autografa di Giotto, con una datazione collocabile al 1315 circa. Il grande crocifisso ligneo (450x360 cm, in origine più alto) era collocato in chiesa, sul presbiterio, in posizione quindi dominante la navata e i fedeli, accanto alla già citata Maestà. Dopo il lungo restauro effettuato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, presso i laboratori della Fortezza da Basso, il 6 novembre 2010 il Crocifisso è stato ricollocato all'interno del transetto di sinistra nella cappella rialzata dedicata ai caduti. Sempre al Trecento risale lo slanciato campanile.

 

 

 

Autore

 

Andrea Claudio Galluzzo

 

 

 

 

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