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Firenze omaggia Anna Maria Luisa de' Medici

Firenze omaggia Anna Maria Luisa de' Medici

Il 18 febbraio 1743 muore l’ultima protagonista in ordine cronologico della Famiglia Medici, Anna Maria Luisa De’ Medici,  che lascia alla città un’eredità inestimabile: il “Patto di Famiglia”. Il “Patto di Famiglia” è un atto giuridico, firmato a Vienna alla fine di ottobre del 1737 (dopo pochi mesi dalla morte di suo fratello Giangastone) che stabiliva che i Lorena non potessero trasportare «o levare fuori della Capitale e dello Stato del GranDucato ... Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose... della successione del Serenissimo Gran Duca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri».

 
Con questo patto Anna Maria Luisa permise che Firenze non perdesse nessuna opera d'arte e che non subisse la sorte di Ferrara, di Urbino, di Mantova o di Parma, che all'estinzione o al succedersi delle loro casate regnanti erano state letteralmente svuotate dei tesori artistici e culturali. Anna Maria Luisa è la secondogenita di Cosimo III, sposa dell’Elettore Palatino Giovanni Guglielmo di Neuburg, un grado altissimo in Germania, fratello dell’Imperatrice ed erede di ducati e contee. Il matrimonio, combinato, fu un matrimonio felice che però non portò alcuna discendenza. Alla morte del marito, Anna Maria Luisa decide di tornare a Firenze e prende alloggio a Pitti in quello che oggi chiamiamo “quartiere del Volterrano”.

 

 

Nel 1737, Gian Gastone, ultimo granduca mediceo muore e nomina sua sorella Anna Maria Luisa come sua erede, ma l’ultima Medici non può diventare granduchessa perché non è previsto che una donna possa succedere  al trono. Anna Maria Luisa decide pertanto di stilare un accordo con i nuovi regnanti che abbia validità giuridica e non possa essere impugnato, per sicurezza lo fa tradurre in francese, affinchè nessuno possa appellarsi all’incomprensione; nell’articolo III, Ella fa munifico dono alla Toscana della propria eredità: quadri e statue della Galleria degli Uffizi, il Palazzo Reale, le collezioni di gemme, cammei, rarissime suppellettili presenti nelle residenze medicee, le biblioteche palatina e laurenziana, le antichità etrusche ed egiziane, le maioliche, le opere di Donatello, Verrocchio, Michelangelo e tanti altri, gli ori, gli argenti, calici, vasi, reliquiari, mobili ed arazzi. Il nuovo sovrano, Francesco III di Lorena, viene designato come “conservatore” di tutti i beni mobili ed immobili medicei, ribadiamo per “ornamento dello Stato, utilità del pubblico, curiosità dei forestieri”, un concetto di una modernità strabiliante!

 

 

Autore

Marisa Cancilleri

 

 

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