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Le gloriose origini della basilica di San Lorenzo a Firenze

Le gloriose origini della basilica di San Lorenzo a Firenze

La basilica di San Lorenzo è uno dei principali luoghi di culto cattolici di Firenze, situata nell'omonima piazza nel centro storico della città. È una delle chiese che si contendono il titolo di più antica della città ed ha il rango di basilica minore. Attorno alla chiesa si tiene il caratteristico mercato di San Lorenzo. In età tardo antica la comunità cristiana a Firenze non aveva un luogo di culto propriamente detto. La Florentia romana e pagana era dedicata al dio Marte e questi si sarebbe irritato e avrebbe scatenato sulla città alluvioni, terremoti, incendi e ogni sorta di calamità. Tra la comunità cristiana c’era una matrona Giuliana, di origini ebraiche, che aveva tre figlie.


Questa aveva fatto voto a San Lorenzo - grande era la venerazione per questo martire - che se avesse avuto una maschio l’avrebbe chiamato Lorenzo e avrebbe anche costruito una chiesa dedicata al Santo martire. E questo avvenne. Dopo qualche anno fu dato il permesso di costruire un tempio però fuori le mura, così fu costruita la prima San Lorenzo. C’era da consacrarla. A Firenze mancava il vescovo. Una delegazione partì da Firenze e si diresse a Faenza dove, in quel momento si trovava Ambrogio vescovo di Milano. Questi era uscito da Milano per non incontrarsi con l’usurpatore Eugenio e a Bologna con l’amico vescovo Eusebio aveva fomentato la venerazione dei protomartiri bolognesi Agricola e Vitale.  Dopo la pace costantiniana, in quel tempo, gli sembrava che la Chiesa si fosse messa in poltrona e in pantofole e allora il suo slogan era “ritorniamo ai martiri”. Quando a Faenza si incontrò con la delegazione fiorentina che lo invitava a consacrare una Chiesa dedicata a un martire, ben volentieri accettò.

Nella primavera del 393 la prima San Lorenzo fu consacrata da Sant’Ambrogio. Per questo nei secoli è stata chiamata “Basilica Ambrosiana”. Nell’Opera Omnia di Sant’Ambrogio è riportata l’omelia che tenne in quell’occasione col titolo “ de virginitate” perché in quell’occasione le tre figlie della Giuliana presero il velo. Sant’Ambrogio si trattenne a Firenze per alcuni mesi. Saputo che Eugenio aveva lasciato Milano, rientrò nella sua sede. Partendo promise ai fiorentini di rivedersi. Ma per i molti impegni e per la sua morte sopraggiunta nell’aprile del 397, la promessa non potè essere mantenuta. Che non vi fosse un Vescovo a Firenze lo si deduce dal fatto che nella sua omelia Ambrogio sempre affabile, delicato, non rivolge un saluto al vescovo locale e lo si deduce anche dal fatto che Paolino biografo di Sant’Ambrogio nella Vita Ambrosii scrive: Florentiae basilicam constituit ubi nunc vir sanctus Zenobius episcopus est. Non dice ubi tunc (dove allora) ma ubi nunc (dove ora) è vescovo il santo uomo Zanobi. 

 

 

Autore

 

Monsignor Angiolo Livi

 

 

 

 

 

 

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