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24 Novembre 1826, nasce a Firenze il babbo di Pinocchio
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24 Novembre 1826, nasce a Firenze il babbo di Pinocchio

Il 24 novembre 1826, a Firenze nasce Carlo Lorenzini, conosciuto in tutto il mondo con lo pseudonimo Collodi, nome del borgo dove era nata la madre e dove lo scrittore trascorreva le sue vacanze. Nel 1883 Collodi pubblica con la casa editrice Paggi "Le avventure di Pinocchio: storia di un burattino", uno dei libri più tradotti e diffusi al mondo, quasi come la Bibbia. Il Collodi nasce in via Taddea. Il padre Domenico Lorenzini era cuoco e la madre, Angiolina Orzali, domestica, entrambi a servizio dei marchesi Ginori. Quest'ultima era originaria di Collodi, frazione di Pescia, il cui nome ispirò lo pseudonimo che rese lo scrittore famoso in tutto il mondo. Poté studiare grazie all'aiuto della famiglia Ginori. Il giovane Lorenzini fu infatti ospitato nel palazzo Ginori di via de' Rondinelli, sulla facciata del quale una targa ne ricorda la permanenza come ve ne è una della casa natìa di via Taddea.


Dal 1837 fino al 1842 entrò in seminario a Colle di Val d'Elsa, per diventare prete e contemporaneamente ricevere un'istruzione. Fra il 1842 e il 1844, seguì lezioni di retorica e filosofia a Firenze, presso un'altra scuola religiosa degli Scolopi. Interrompe gli studi superiori nel 1844 e incomincia a lavorare come commesso nella libreria Piatti a Firenze. Entra così nel mondo dei libri e in seguito diventa redattore e comincia a scrivere. Nel 1845 ottiene una dispensa ecclesiastica che gli permette di leggere l'Indice dei libri proibiti. Nel 1847 inizia a scrivere recensioni ed articoli per la Rivista di Firenze. Nel 1848, allo scoppio della Prima guerra d'indipendenza si arruola volontario combattendo con altri studenti toscani a Curtatone e Montanara. Tornato a Firenze fonda una rivista satirica, Il Lampione, poi censurata. Nel 1849 diventa segretario ministeriale. Nel 1850 diventa amministratore della libreria Piatti, che, come spesso accadeva all'epoca, svolgeva anche attività di editoria. Collodi collabora con i giornali: L'Opinione, il Nazionale, la Gazzetta d'Italia e l'Arte. Nel 1853 abbandona l'Arte per dirigere la Scaramuccia che poi acquista con il contributo dello zio paterno. Si occupa di tutto: musica, teatro, letteratura. Nel 1856 collabora con la rivista umoristica la Lente dove firma per la prima volta con lo pseudonimo di Collodi . Dello stesso anno sono le sue prime opere importanti: Gli amici di casa e Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica.Nel 1857 è corrispondente a Bologna de L'Italia musicale di Milano .

Nel 1859 partecipa alla Seconda guerra d'indipendenza come soldato regolare piemontese nel Reggimento Cavalleggeri di Novara. Finita la campagna militare ritorna a Firenze. Nel 1860 diventa censore teatrale. Nel 1868, su invito del Ministero della Pubblica Istruzione, entra a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze. Nel 1875 riceve dall'editore Felice Paggi l'incarico di tradurre le fiabe francesi più famose. Collodi traduce Charles Perrault, Marie-Catherine d'Aulnoy, Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Effettua anche l'adattamento dei testi integrandovi una morale; il tutto esce l'anno successivo sotto il titolo de I racconti delle fate. Nel 1877 appare Giannettino, e nel 1878 fu la volta di Minuzzolo. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l'infanzia Giornale per i bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi diretto da Fernandino Martini, esce la prima puntata de Le avventure di Pinocchio, con il titolo Storia di un burattino. Nel 1883 pubblica Le avventure di Pinocchio raccolte in volume. Nello stesso anno diventa direttore del Giornale per i bambini. Muore a Firenze nel 1890 ove è sepolto nel cimitero delle Porte Sante.

 

 

 

 

Autore


Marisa Cancilleri

 

 

 

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