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Firenze sempre a rischio alluvione
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Firenze sempre a rischio alluvione

"Se dovesse ripetersi un evento climatico paragonabile a quello dell'alluvione di Firenze del 1966, molti guai li pagheremmo ancora". Sono le parole di Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, che davanti alla commissione Ambiente della Camera ha parlato di dissesto idrogeologico, portando ad esempio uno degli episodi più dolorosi della recente storia fiorentina. Sono passati 53 anni, e tra poco meno di un mese ricorrerà il suo anniversario, ma secondo il numero uno della Protezione Civile italiana, un evento come quello del 4 novembre 1966 sarebbe anche oggi un pericolo difficile da affrontare. "Prendete la vicenda dell'Arno del 1966 - ha spiegato Gabrielli - quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto.

 

 

 

Per tutta una serie di meccanismi che sono andati a confliggere e sovrapporsi oggi i più avveduti sostengono che qualora dovesse ripetersi un evento climatico paragonabile a quello del 1966 molti guai li pagheremmo ancora". Parole forti quelle del capo della Protezione civile, che afferma: "L'Italia sta letteralmente cadendo a pezzi e bisogna intervenire subito in maniera strutturale oppure andremo sempre a fare una sorta di elenco di disgrazie e morti", sottolineando che sul tema della prevenzione dei disastri si registra una "Babele di incompetenze". Gabrielli ha anche ricordato che in Italia previsione e prevenzione per quanto riguarda il dissesto idrogeologico sono "a macchia di leopardo" e solo 11 regioni hanno centri funzionali decentrati (CDF), capisaldi del sistema di allertamento, pienamente funzionanti: Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania. Il numero uno della Protezione Civile ha anche ricordato il disastro del Vajont, di cui ogge ricorre il 50esimo anniversario, definendolo una "ferita aperta", aggiungendo di sentire il bisogno di "un nuovo patto sociale su questi temi. I sindaci hanno della responsabilità ma c’è anche una responsabilità dei cittadini. I temi dell'autoprotezione non appartengono alla nostra cultura".

 

 

 

Autore

Marisa Cancilleri

 

 

 

 

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