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Renzi guarda al Mediterrano come La Pira
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Renzi guarda al Mediterrano come La Pira

Il sindaco Matteo Renzi ha incontro questo pomeriggio nella Sala di Clemente VII Fatima al-Mansouri - 37 anni - la prima donna sindaco - eletta il 12 giugno 2009 - della città d'arte marocchina Marrakesh e la seconda nella storia del paese dopo Asmaa Chaabi, che guida la città di Essaouria dal 2003 ad oggi. I due sindaci hanno avuto una lunga e amichevole conversazione. Renzi ha parlato della difficile situazione politica che l’Italia sta vivendo, dell’importanza strategica del Mediterraneo nella politica internazionale.

 

Il sindaco si è soffermato anche sul passato, sottolineando alcuni passaggi importanti della storia medicea, soffermandosi in particolare sull’importanza a Firenze e nel mondo della figura dell’Elettrice Palatina. La prima cittadina di Marrakesh ha fatto molte domande anche sullo spazio riservato in Italia alle donne e ha apprezzato la scelta del sindaco di avere formato una giunta a maggioranza femminile. Marrakesh e Firenze hanno molto in Comune: la vocazione internazionale, il fatto di essere guidate da due sindaci coetanei e di essere due città d’arte fonte di attrazione per i turisti. Su queste basi entrambi i sindaci hanno convenuto che ci sono i presupposti di un accordo di cooperazione sul quale cominciare fin da subito a lavorare.


Nel 1952, in piena “guerra fredda”, Giorgio La Pira indisse i Convegni per la Pace e la Civiltà Cristiana. Convegni che, nelle cinque edizioni, vedranno la partecipazione ufficiale di molte nazioni, compresa la Santa Sede , e di intellettuali, cristiani e no, di altissimo livello.

 Nel 1955, grazie alla risonanza avuta dal suo discorso all'assemblea di Ginevra, convocò a Firenze il “Convegno dei Sindaci della Capitali del Mondo”. Per la prima volta Sindaci del mondo occidentale e di quello orientale si incontrarono, si parlarono e firmarono un patto di pace. Destò particolare attenzione la presenza del Sindaco di Mosca alla Messa solenne celebrata nella Basilica francescana di Santa Croce dal Cardinale Elia Dalla Costa. 
Durante questa Amministrazione, La Pira promosse i gemellaggi con alcune significative città come Reims e Fez con l’intento di creare un sistema di ponti come strumenti di edificazione dell’unità dei popoli. Nel 1957 onorò l’impegno assunto con il Re del Marocco Maometto V a Firenze e chiamò tutti i popoli mediterranei in Palazzo Vecchio per favorire spes contra spem la loro pacificazione ed unione. 
A questo fine intraprese un pellegrinaggio in Israele, Giordania ed Egitto ed una serie di viaggi a Parigi, Rabat, Tunisi e Beirut.
 Il 17 Settembre, festa delle Stimmate, accompagnò al Santuario della Verna il figlio secondogenito di Maometto V, principe Moulay Abdallah, “per restituire la visita che San Francesco fece al Sultano d’Egitto” e per ricordare il duplice tentativo di Francesco di incontrare il Sultano del Marocco. Quindi nel 

1958 La Pira tenne il primo dei “Colloqui per il Mediterraneo”. Per la prima volta arabi e israeliani, francesi e algerini, rappresentati da uomini di cultura e, pur a titolo personale, da personalità con incarichi istituzionali, sedettero allo stesso tavolo e affrontarono i gravi problemi che dividevano i loro popoli.
 Si può affermare che gli accordi di Evian del 1962, che portarono alla indipendenza della Algeria, ebbero il loro prologo a Firenze. Tra il 1960 ed il 1964 proseguì la sua azione a favore della pace e della unità dei popoli convocando in questi anni il II, III e IV Colloquio Mediterraneo. L’intenzione di fondo di questa iniziativa era quella di creare un’area di pace fra tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, come fosse un “grande Lago di Tiberiade”, e di unire i popoli della triplice famiglia di Abramo: ebrei, cristiani, musulmani.

 

 

Autore

Andrea Claudio Galluzzo

  

 

 

 

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