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Buona Pasqua a tutti i Fiorentini nel Mondo!
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Buona Pasqua a tutti i Fiorentini nel Mondo!

Buona Pasqua a tutti i Fiorentini nel Mondo!
 

Oggi tradizioni e fede si uniscono in una consuetudine unica al mondo. L'arcivescovo, Giuseppe Betori, farà scoccare la scintilla per accendere il fuoco sacro. Con il quale questa Santa Domenica della Pasqua 2013, alle undici, sarà fatta bruciare la Colombina che volerà sul filo d’acciaio fino a 'incendiare' il Carro. Quasi mille anni dopo il ritorno dalla Crociata, Pazzino de’ Pazzi avrà oggi il suo nuovo momento di gloria.

  
Ieri sera, nelle ultime ore del Sabato Santo, le pietre focaie raccolte accanto al Santo Sepolcro e che, secondo la tradizione, il crociato fiorentino avrebbe ricevuto da Goffredo di Buglione per essere stato il primo a salire sulle mura di Gerusalemme, usciranno dalla chiesa dei Santi Apostoli, in processione, per arrivare sul sagrato del Duomo. Dove lo stesso cardinale arcivescovo, Giuseppe Betori, farà scoccare la scintilla per accendere il fuoco sacro col quale sarà fatta bruciare la Colombina che volerà sul filo d’acciaio fino a «incendiare» il Carro.
 
Nel 1095 i cristiani di tutta Europa si mobilitano per liberare la Terra Santa dai Turchi dopo il Concilio di Clermont sotto Urbano II. Il duca Goffredo di Buglione, alla testa del proprio esercito detto “dei nobili”, composto da 12.000 uomini di cui 2.500 fiorentini, porta i cristiani alla vittoria conquistando la città di Gerusalemme e il Santo Sepolcro. L’esercito dei crociati era costituito in totale da 40.000 soldati; questi uomini si riconoscono con l’appellativo di “crociati”,  il cui nome deriva dalla croce rossa cucita sulla spalla destra della tunica bianca che ricopre la loro armatura, simbolo del loro pellegrinaggio e dei voti contratti.

La croce rossa testimonia anche il sacrificio che i crociati sono pronti a fare versando il loro sangue nel viaggio intrapreso per salvare i loro fratelli cristiani d'Oriente. Durante l’assedio alla città di Gerusalemme, durato dal 7 giugno al 15 luglio 1099,  il valoroso soldato fiorentino, Pazzino de’ Pazzi, dimostra il proprio coraggio: a mani nude scala le mura della città e per primo la espugna, ponendo l’insegna bianca e vermiglia, vessillo cristiano. Messi in fuga i musulmani che trova sulla sua strada, Pazzino apre un varco che permette agli altri crociati di entrare nella Città Santa.

 


Stemma Famiglia Pazzi


Grandi onori vengono tributati a Pazzino dé Pazzi  per il valore dimostrato durante la crociata, tra i quali il dono di tre schegge di silice provenienti dal Santo Sepolcro donategli personalmente da Goffredo di Buglione. Si narra che dopo la liberazione di Gerusalemme, nel giorno del Sabato Santo, i crociati si radunassero nella Chiesa della Resurrezione per pregare e consegnare a tutti il fuoco benedetto come simbolo di purificazione e come segno della Resurrezione di Cristo. Anche Firenze tributa fama e gloria a Pazzino dé Pazzi al suo rientro nella natia città avvenuto nel 1101. Pazzino, capostipite della famiglia Pazzi  (che passerà alla storia per la congiura ordita contro Lorenzo e Giuliano dé Medici nel 1478), ebbe l’onore di conservare le tre reliquie presso la propria residenza, fino a che non furono trasferite nella Chiesa di Santa Maria Sopra a Porta o San Biagio  (oggi sede della Biblioteca di Palagio di Parte Guelfa).

Nel 1785, a seguito delle soppressioni leopoldine,  le sacre reliquie  vennero definitivamente trasferite nella Chiesa di Santi Apostoli e custodite nel tabernacolo in terracotta invetriata policroma di Giovanni Della Robbia. L'usanza pasquale di distribuire il Fuoco Santo al popolo fiorentino pare derivi proprio dalla  tradizione dei primi crociati: dopo il ritorno di Pazzino, ogni Sabato Santo, veniva acceso il  fuoco per mezzo dello sfregamento delle tre schegge di pietra del Santo Sepolcro.

I fiorentini presero l’abitutine di recarsi nella cattedrale e di accendere una fecellina (piccola torcia) al fuoco benedetto per poi andare in processione cantando laudi per la città. Per secoli il fuoco benedetto, servì per accendere il cero pasquale, i ceri del clero e del popolo, i lumi della chiesa nel Sabato santo; un carro recava la fiamma nuova anche nelle abitazioni.

Con il passare del tempo la cerimonia fu resa più articolata. Pare che nel trecento, proprio alla Famiglia Pazzi, viene concesso il privilegio di organizzare un carro sul quale trasportare i carboni ardenti del fuoco santo; tale onore viene però loro sospeso nel 1478 a seguito della congiura dè Pazzi: I cospiratori verranno  uccisi, la famiglia cadrà in disgrazia ed esiliata e la Signoria, per cancellare tutto ciò che è legato al nome Pazzi, ordina l’abolizione dell’evento dello scoppio del carro.

I fiorentini, però, non gradiscono questo provvedimento e viene dato  mandato all’arte di Calimala, di ripristinare gli antichi  festeggiamenti. Nel 1494 vengono restituiti alla famiglia de’ Pazzi diritti e privilegi antichi; il ritorno dei Pazzi diviene possibile a seguito della seconda cacciata dei Medici da Firenze: Piero il Fatuo, figlio del Magnifico, compie un’infruttuosa operazione diplomatica nei confronti dell’imperatore Carlo V che suscita il malcontento dei fiorentini, genera la cacciata dei Medici da Firenze e porta al governo della città il frate domenicano Gerolamo Savonarola. Tra gli onori viene riservato ai Pazzi anche  l’onere di organizzare il carro del Fuoco Santo. I Pazzi ne allestiscono uno di tipo "trionfale" a tre ripiani, solido e imponente. Il carro si arricchisce nel corso del tempo di decorazioni  e dal primo cinquecento inizia l'uso di "caricarlo" con polvere pirica.

Sotto il pontificato di Leone X° (Papa Medici dal 1513-1521) viene utilizzata per la prima volta la "colombina": un piccolo ordigno metallico a forma di colomba con un ramoscello di ulivo nel becco. La colomba simbolo dello Spirito Santo dall’epoca della controriforma, è anche simbolo della pace pasquale. Durante la messa di Pasqua, al  "Gloria" , la miccia della colombina viene  accesa col fuoco benedetto; il razzo parte dell’altare maggiore della Cattedrale, scorre su di un cavo teso a circa sette metri di altezza, da una colonna di legno, posta per l’occasione al centro del coro, percorre la navata centrale ed esce dalla chiesa andando a colpire il carro; il razzo, fungendo da percussore innesca i fuochi d’artificio contenuti nel carro.

Compiuta questa azione, la colombina deve ripercorre a ritroso il percorso, tornando senza intoppi all’interno della cattedrale fino all’altar maggiore: il viaggio della colombina viene letto come un segnale di buoni o cattivi auspici: l'ultima volta che la colombina fallì nella sua missione fu nel 1966, anno della tragica alluvione della città.

Il carro di oggi, risale al ‘600; è chiamato affettuosamente dai fiorentini “Brindellone”  (termine del vernacolo fiorentino che allude ad un tipo alto e dinoccolato): pesa quaranta quintali, è alto circa 11 metri con il pennone della girandola, tre metri e mezzo di lunghezza per ogni lato. Su ognuna delle quattro fiancate è posto un pannello decorato  che rappresenta ciascuno dei quattro quartieri fiorentini: quello che guarda l’altare maggiore è quello di San Giovanni, Santo Spirito guarda verso via Martelli, Santa Croce verso il battistero e Santa Maria Novella verso via Calzaioli.

Il Brindellone, scortato da 150 armati, musici e sbandieratori del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, si muove dal Piazzale del Prato trainato da una coppia di buoi bianchi infiorati e  accompagnato da un asinello e arriva in piazza del Duomo, fra il Battistero e la Cattedrale, dove, prima dello scoppio,  si tiene il sorteggio per l’abbinamento delle partite del Calcio storico, la cui finale si gioca il 24 giugno in occasione della festa del Patrono San Giovanni Battista.
 


Autore

Marisa Cancilleri


PROGRAMMA DEGLI EVENTI

Sabato 30 marzo
-    ore 21.20): una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina, partirà dal Palagio di Parte Guelfa,
Porta Rossa per raggiungere la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio
-    ore 21.45 il Corteo entra in Chiesa per la benedizione
-    ore 22.15 inizio della veglia e accensione del fuoco.

Domenica di Pasqua 31 marzo
 - ore 8.15 il “Carro di Fuoco”, accompagnato dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, partirà dal deposito del Prato per raggiungere piazza del Duomo
- ore 8.40 da piazza Signoria il Corteo della Repubblica Fiorentina raggiunge piazza della Repubblica dove è prevista l’esibizione dei Bandierai degli Uffizi
- ore 10,30  trasferimento verso piazza Duomo dove si svolgerà il sorteggio delle partite del torneo di San Giovanni di Calcio Storico Fiorentino.
- ore 11,00 Scoppio del Carro.

 


 

BUONA PASQUA A TUTTI I FIORENTINI NEL MONDO!

Alle Comunità dei Fiorentini nel Mondo
Agli Associati ed alle loro famiglie
A tutti gli Amici di Firenze della Toscana
A tutti coloro che all’estero ed in Italia contribuiscono allo sviluppo di relazioni ed interventi per l’emigrazione e gli scambi interculturali!

 

 

 

 

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